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Ex giudice del Tar condannato a risarcire lo Stato: 62 incarichi per 10 anni

Pubblicato il 8 giugno 2012 13.54 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2012 14.47

ROMA – L’ex magistrato del Tar di Roma, nonché direttore della divisione affari giuridici Siae, direttore generale del comune di Pomezia, dirigente del ministero dell’Economia e dirigente del’istituto nazionale di Alta Matematica Francesco Severi, Giovanni Pascone, è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l’erario per aver ricoperto ben 62 incarichi in 10 anni. Lo scrive ‘Il Corriere della Sera’.

Dello stesso tenore la sentenza che condanna anche Raniero De Filippis, un altro dirigente regionale che avrebbe assunto 25 dipendenti in una comunità montana del basso Lazio.

Due casi-limite: il primo da oltre due milioni di euro calcolati all’inizio, dovrà restituirne allo Stato 627 mila, già pignorati; il secondo, da un milione e 200 mila stimati, ne sborserà 750 mila.

Per quanto riguarda Pascone la sentenza di condanna numero 565/2012 pubblicata il 30 maggio scorso è relativa a due atti di citazione: uno per gli incarichi svolti ad Aprilia e Ardea, mentre Pascone era direttore generale del comune di Pomezia, con cui gli era stato chiesto di risarcire l’erario di 228.109,21 euro; l’altro per le 62 consulenze, collaborazioni, arbitrati e altri incarichi accettati, tra il 1999 e il 2009, mentre l’avvocato era magistrato del Tar, poi direttore della Siae, dirigente dell’Azienda spaziale italiana, dirigente al Ministero dell’Economia e dell’Istituto nazionale di alta matematica, atto di citazione con cui era chiamato a restituire ben 2.119.226,65 euro. Dopo aver sequestrato al professionista beni per oltre due milioni di euro, i giudici della Corte dei conti del Lazio hanno chiuso il procedimento ritenendo che per 43 incarichi, quelli fino al 2004, era scattata la prescrizione. Per altre 19 consulenze e per l’attività svolta a favore dei Comuni di Aprilia e Ardea Pascone è stato condannato a risarcire 627.526 euro, oltre al pagamento di 6.654 euro di spese processuali.

C’è poi la sentenza su Raniero De Filippis – classe 1954, originario di Fondi (Latina) – commissario liquidatore della XVI comunità montana dei monti Ausoni con sede a Lenola (la città in provincia di Latina che diede i natali a Pietro Ingrao). De Filippis, nel maggio del 2005, assunse 25 persone a tempo indeterminato nell’ente che stava per chiudere: il personale nell’arco di dieci giorni sarebbe completamente passato in carico alla Regione Lazio.




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