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Roma, invasione di rom: baraccopoli, discariche abusive e roghi tra Magliana e Colli Portuensi

ROMA – C’è una invasione di rom nella Roma di Virginia Raggi, sindaco del Movimento 5 stelle, dalla baraccopoli abusiva di Magliana ai furti e roghi tossici dei Colli Portuensi. Il numero di furti messi a segno da nomadi nei quartieri romani è aumentato e le discariche a cielo aperto che sorgono vicino alle baraccopoli abusive sono un tormento per i residenti, che si ritrovano a dover fronteggiare i roghi dei rifiuti e i fumi tossici che ne derivano. I residenti, stanchi del degrado e della sicurezza scadente, chiedono aiuto al sindaco e ai propri Municipi.

Elena Panarella sul quotidiano Il Messaggero scrive che la popolazione è stanca e i comitati di quartiere chiedono lo stop alle discariche e alle fonderie abusive sugli argini del Tevere, oltre ai rifiuti ingombranti abbandonati sulle piste ciclabili:

“Le denunce sono all’ordine del giorno. «La Magliana sta diventando un quartiere impraticabile – dice il consigliere regionale (FdI) Fabrizio Santori – I marciapiedi sono trasformati in veri e propri accampamenti, gruppi di persone passano intere giornate con arroganza davanti alle attività commerciali con comportamenti davvero spiacevoli». «I residenti devono vivere tutti i giorni nel timore di cadere vittime della diffusa illegalità che imperversa nel quartiere – spiegano Santori e il consigliere dell’XI Municipio, Daniele Catalano – scippi e furti, sono oramai all’ordine del giorno, e fanno sì che il quartiere venga vissuto dai residenti con paura e incertezza. La sindaca Raggi chieda la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, visto che ne fa parte di diritto, e partecipi per far sentire il peso delle preoccupazioni dei cittadini nella speranza che questo abbandono delle zone periferiche della città finisca presto»”.

L’obiettivo è ottenere più controlli del territorio per ripristinare la sicurezza, mentre intanto su via della Magliana alcuni negozianti spiegano di essere stati costretti a chiudere:

“«Proprio su via della Magliana – raccontano alcuni proprietari di attività commerciali – diverse persone sono state costrette a chiudere i negozi. Sfido chiunque ad avere una attività dove ogni giorno gruppi di venti, trenta persone passano l’intera giornata ubriachi a disturbare i clienti, che con il passar dei giorni diminuiscono sempre più. Andiamo avanti tra l’indifferenza delle istituzioni». C’è paura. Un senso di insicurezza diffuso e il timore di uscire la sera. I furti in appartamento e gli scippi, le aggressioni ripetute, la stanchezza è tanta. «Ci hanno lasciati soli», denuncia esasperata Mariarosaria, che da qualche anno ha avviato un’attività nella zona. «La situazione ormai è fuori controllo. Ma non ci dicano che siamo razzisti: qui ci sono molti stranieri, integrati e rispettati». E aggiunge: «Questo è un bel quartiere vicino a tutto si potrebbe stare davvero bene, se ci fosse più attenzione»”.

E la situazione non è migliore a Colli Portuensi, dove negli ultimi mesi la situazione è precipitata:

“L’accampamento sotto il ponte si allarga e si stringe come un elastico. «Le persone che vivono in quel pezzo di terra poco distante dal cimitero – raccontano alcuni cittadini – attraversano il viale con carrelli pieni di tutto senza nemmeno guardare. Quello è un rettilineo dove si prende facilmente velocità: è un pericolo per tutti». «Si tratta di una zona, quella nei pressi di viale Newton, da sempre soggetta alla presenza di insediamenti abusivi, che costantemente chiediamo di sgomberare – spiega Fabrizio Santori, consigliere regionale – C’è bisogno di un intervento strutturale nella zona, che va assolutamente riqualificata: non è più possibile continuare a spendere soldi per effettuare degli sgomberi, e poi vedere di nuovo spuntare questi insediamenti a distanza di pochi giorni»”.

Gli abitanti di Tor Sapienza, Torre Angela, Torpignattara, Corcolle, Esquilino, San Giovanni, Aurelio, Boccea, Marconi, Eur chiedono lo stop al degrado e più sicurezza:

“Risultato: ci sono oltre duecento micro e medi insediamenti che appaiono e scompaiono. L’anno scorso (tanto per rendere l’idea) sul territorio romano risultavano 8.400 nomadi. Oggi due, tre mila anonimi sono sparsi in accampamenti spontanei da un capo all’altro della città. E di tanti altri non si conosce nemmeno l’esistenza. La situazione: «È fuori controllo». E intanto una mappa sempre più fitta di piccole terre dei fuochi sta portando all’esasperazione i cittadini che vivono attorno agli accampamenti, soprattutto quelli abusivi. «Siamo stanchi di avere ogni giorno gli occhi infiammati e i polmoni ingolfati – si sfogano alcuni abitanti tra Magliana e Portuense – Nuvole di fumo denso avvolgono puntualmente le nostre case. Una denuncia che va avanti da anni»”.


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