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Roma metro C, perquisizioni in Campidoglio: 13 indagati per truffa

ROMA – Metro C: costi lievitati e tempi di consegna eterni: la guardia di Finanza ha effettuato una serie di perquisizioni a Roma in relazione all’indagine sugli appalti della terza linea della metro della capitale. I finanzieri hanno acquisito documentazione anche in Campidoglio. Tredici indagati per truffa, tra questi  l’ex asre alla mobilità della Giunta Marino, Guido Improta, e l’ex dirigente del ministero dei Trasporti, Ercole Incalza.

L’inchiesta della Procura di Roma riguarda la lievitazione dei costi, procedure e tempi di consegna dell’opera. Nel procedimento, che vede indagati anche alcuni ex dirigenti di Roma Metropolitane, società appaltante i lavori per conto del Comune di Roma, si ipotizzava il reato di abuso d’ufficio.

Già nel 2012 inoltre la Corte dei Conti in una relazione parlava di “costi inaccettabili, quasi triplicati per l’esecuzione di questa importante arteria sotterranea”, senza escludere ipotesi di corruzione. Un anno fa inoltre l’Anac aveva redatto un dossier sull’opera poi inviato alla Corte dei Conti. Nelle carte si parlava di costi di ritardi e sprechi: costi d’investimento saliti di 700 milioni a fronte di “un ridimensionamento del progetto”; 45 varianti, molte introdotte dopo rilievi archeologici senza “adeguate indagini preventive”; 65 milioni riconosciuti dopo un arbitrato a Metro C per attività “già ricomprese” nell’affido iniziale; “mancanza di trasparenza ed efficienza”; irragionevoli “vantaggi riconosciuti al contraente generale dell’opera”.

Il filone di indagine sugli appalti per la Metro C è quello che vede indagate, per il reato di truffa aggravata ai danni di enti pubblici, 13 persone tra ex amministratori locali, dirigenti dell’epoca di Roma Metropolitane e vertici di Metro C. Indagati l’ex asre alla mobilità della Giunta Marino, Guido Improta, l’ex dirigente del ministero dei Trasporti, Ercole Incalza.

Per Roma Metropolitane sono indagati: il direttore tecnico Luigi Napoli, il consigliere di amministrazione Massimo Palombi, il responsabile unico del procedimento Giovanni Simonacci, i consiglieri del Cda, Luadato e Nardi, il responsabile unico del procedimento Sciotti. Per Metro C finiti nel registro degli indagati sono: il presidente Franco Cristini, l’ad Filippo Stinellis e il dg Francesco Maria Rotundi e il direttore dei lavori Molinari.

Secondo i pm alcuni indagati “mediante artifici e raggiri inducevano in errore il Cipe quanto all’emanazione della libera autorizzativa del pagamento, lo Stato, la Regione Lazio e il Comune di Roma, enti co-finanziatori della costruzione della linea C della metropolitana di Roma, circa il dovuto pagamento dell’importo di 230 milioni di euro a titolo di “somme” così procurando un ingiusto profitto al General contractor Metro C, in quanto la somma non era dovuta”. Il capo di imputazione si riferisce al periodo fino al 3 gennaio del 2014. In un secondo episodio costato ad alcuni indagati si contesta agli indagati di avere indotto in errore Stato, Regione e Comune di Roma fino al 1 agosto del 2014 quando venne stanziati 90 milioni di euro, quale “tranche della prima fase funzionali dei lavori”.


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