Blitz quotidiano
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Roma, militare rapina supermercato armato di pistola

ROMA – Armato di pistola, ha rapinato un supermercato nel quartiere Boccea, a Roma. Ma l’uomo, un militare dell’Esercito, è stato arrestato dai carabinieri della stazione Monte Spaccato, dopo una colluttazione. L’episodio è accaduto martedì pomeriggio quando il rapinatore, con il casco in testa, è entrato nell’esercizio commerciale minacciando con una calibro 38 un dipendente e facendosi consegnare l’incasso. Subito dopo l’uomo, un 43enne romano, ha tentato la fuga a bordo di uno scooter ma è stato notato da una pattuglia dei carabinieri.

Il militare ha così tentato di disfarsi della pistola lanciandola sotto un carrello della spesa ma è stato bloccato dai carabinieri dopo una violenta colluttazione. Recuperata la refurtiva, di circa 700 euro in contanti. Sono in corso indagini per chiarire se l’arrestato abbia commesso altri ‘colpi’. La pistola è risultata rubata nel 2008 durante una rapina ai danni di un farmacista.    Il militare responsabile della rapina è stato “immediatamente sospeso dal servizio”, fa sapere la Forza armata, sottolineando che si tratta di “un fatto estremamente grave ed inaccettabile”. L’Esercito ribadisce la sua “tolleranza zero per simili comportamenti lesivi della dignità e dell’onorabilità di tutti i militari della Forza armata che quotidianamente e responsabilmente operano per la sicurezza dei cittadini in Italia e all’estero, compiendo il proprio dovere anche a rischio della vita”.

A Milano invece la storia di finti poliziotti che fanno blitz e rapine nel quartiere arabo di Milano. Pistole spianate, urla e porte sfondate: si presentano così i banditi che, da qualche giorno, avrebbero preso di mira il quartiere arabo di Milano San Siro, presentandosi come poliziotti. I residenti, molti dei quali scrive l’Ansa sono abusivi, hanno paura a denunciarli ma il tam-tam del ‘suk’ ha fatto emergere la notizia. Gli episodi, almeno tre, sarebbero accaduti la settimana scorsa e con lo stesso modus operandi: tre-quattro persone che si presentano alla porta urlando ‘Siamo della Polizia‘, si fanno aprire dicendo di dover fare “perquisizioni”, probabilmente sfruttando l’onda delle attività antiterrorismo di cui parlano tutti i media, e poi mettono gli appartamenti a soqquadro portando via soldi e ori. “Parlano italiano – spiega una donna che torna dal mercato rionale, in via Preneste – e non sono dei nostri, non capiscono l’arabo”. “Qui molti sono abusivi – conferma un venditore a una bancarella – non denunciano perché hanno paura di perdere la casa, anche se sono in regola con il soggiorno. Colpiscono qui perché siamo deboli”.


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