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Roma, padre e madre umiliano figlia lesbica e picchiano fidanzata

ROMA – I genitori di Claudia (il nome è di fantasia) hanno scoperto da poco che la loro figlia 21enne ama un’altra donna. I due non accettano il fatto di avere una figlia lesbica e la vanno a cercare nella Gay Street romana, la parte iniziale della lunghissima via di San Giovanni in Laterano che collega il Colosseo con la basilica di San Giovanni in cui sorgono alcuni locali frequentati da gay e lesbiche, con lo scopo di trovare lei e la compagna per insultarle e picchiarle.

Ed è proprio questo quello che fanno la notte tra venerdì 23 settembre e sabato. Umiliano davanti a tutti la figlia e prendono a schiaffi la sua fidanzata. La vicenda la ricostruisce Marco Pasqua sul Messaggero: 

“Sono le due di notte, Claudia (il nome è di fantasia), studentessa universitaria alla Sapienza, si trova nella Gay Street in compagnia della “sua” Angela. Si conoscono da qualche mese, forse sta sbocciando una storia d’amore (…).

“I genitori di Claudia hanno da poco scoperto che è lesbica e non riescono ad accettare che possa provare dei sentimenti per un’altra donna. E così, venerdì notte, hanno deciso di dare libero sfogo alla loro omofobia. Protagonisti di quello che ai presenti è sembrato un vero e proprio raid, oltre alla madre e al padre di Claudia, anche la zia. ‘Quando hanno individuato la ragazza di Claudia tra la folla – racconta un testimone – le si sono avvicinati, con la scusa di chiederle una sigaretta. Erano solo la madre e la zia, il padre nel frattempo stava cercando Claudia. Dopo pochi secondi, una delle due si è rivolta ad Angela, dicendole: ‘Tu si entrata nel nostro mondo e io ora entro nel tuo’”. Il tempo di finire questa frase, che la donna sferra uno schiaffo alla ragazza, tra lo stupore dei presenti, che non capiscono ancora cosa stia accadendo”.

Il padre, nel frattempo, entra ed esce da alcuni locali della Gay Street. E’ un uomo violento, così riferiscono i presenti. Lavora come operaio nella zona del Tuscolano. Vuole trovare la sua Claudia, per urlarle contro tutta la sua rabbia malata. Angela, intanto, sta cercando l’amica, per avvisarla di quello che è appena successo. Gli animi si surriscaldano, la mamma, intanto, mostra il dito medio alla folla e urla frasi omofobe: ‘Sapete che ci dovete fare?’.

E’ a questo punto che qualcuno cerca di intervenire per provare a far ragionare l’uomo e la moglie senza ottenere successo.

” Il padre riesce a trovare sua figlia, che viene colta da un attacco di panico. Lui, però, non si impietosisce e inizia ad insultarla, davanti a tutti. La ragazza si sente mancare la terra sotto i piedi, ha difficoltà a respirare. Alcune persone la sorreggono, sembra di essere sul punto di svenire. Il padre sferra un cazzotto contro il muro interno ad un locale e inizia a lanciare tavoli e sedie. Aggredisce nuovamente Angela, che nel frattempo era sopraggiunta nel locale, colpendola con un pugno allo stomaco. E’ il panico. Claudia grida al padre: «Lasciala stare, è la cosa più importante della mia vita» e, ancora: ‘Mi avete rovinato la vita'”.

A questo punto i proprietari del locale avvisano il 112. I carabinieri arrivano dopo una decina di minuti ed identificano tutti i componenti della famiglia. Oltre ai carabinieri, sul posto arriva anche un’ambulanza.

“Claudia è terrorizzata. I carabinieri le chiedono se voglia sporgere denuncia. Lei non se la sente, non ancora. Le spiegano che ha tre mesi di tempo per farlo ma che, senza un esposto, per loro è difficile procedere”.

Della vicenda ha parlato la senatrice Pd Monica Cirinnà, la componente della commissione Giustizia e “madre” della legge sulle Unioni Civili. “Quanto è avvenuto a Roma, dove due genitori hanno pestato e mandato in ospedale la figlia e la sua compagna per il fatto di amarsi, è gravissimo. E’ evidente che, nonostante l’approvazione della legge sulle unioni civili abbia portato diritti e riconoscimento per le coppie same-sex, esiste ancora un retaggio e un pregiudizio ignoranti e pericolosamente violenti che vanno combattuti”.

“Il fatto che l’aggressione può essere punita soltanto dietro denuncia della ragazza che, ovviamente, si trova ora nella terribile posizione di aver subito una violenza e di dover denunciare i suoi familiari più prossimi, – aggiunge la senatrice Pd – indica quanto debole sia la normativa che punisce i reati di omofobia. Per questo è necessario che immediatamente il Senato affronti e licenzi il testo che giace in commissione Giustizia. Me ne farò personalmente promotrice presso la relatrice del provvedimento già dalla prossima settimana”, conclude.


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