Cronaca Italia

Roma, produttore Alessandro Verdecchi accusato di essere sparito con 5 milioni di finanziamenti

Roma, produttore Alessandro Verdecchi accusato di essere sparito con 5 milioni di finanziamenti

Roma, produttore Alessandro Verdecchi accusato di essere sparito con 5 milioni di finanziamenti

ROMA – Tre film d’autore, “Ora e per sempre”, “Ponte Milvio” e “Sfiorati”. Tre film prodotti anche con dei finanziamenti pubblici, statali. Poi però all’improvviso ha stoppato le riprese e ha chiuso il set, quindi avrebbe fatto sparire quasi cinque dei nove milioni erogati dal ministero dei Beni e delle attività culturali. Questa l’accusa contestata dagli inquirenti ad Alessandro Verdecchi, produttore cinematografico romano, fratello del più noto Vincenzo, scomparso due anni fa. È appena stato rinviato a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Per il pubblico ministero Francesco Paolo Marinaro, Alessandro Verdecchi avrebbe portato al fallimento la sua azienda, la Veradia Film. Insieme al produttore sono finite sotto processo altre sette persone, tra collaboratori e presunti riciclatori di denaro. A detta dei magistrati, per fare transitare le somme, Verdecchi avrebbe utilizzato più società del gruppo. Avrebbe poi letteralmente spolpato la Veradia Film, dichiarata fallita nel 2012.

La notizia viene riportata da Adelaide Pierucci per Il Messaggero che scrive:

Per l’accusa, avvalendosi della stretta collaborazione di Cristina Marini, del marito Andrea Melchiorre e di Maria Musy, l’imprenditore avrebbe distratto (per non pagare i creditori) 4.973.000 euro dei 9.471.000 erogati anni prima dal ministero. Il finanziamento sarebbe dovuto servire per favorire la distribuzione di opere cinematografiche.

Altri indagati, invece, dovranno rispondere di riciclaggio. Tra loro, la famiglia Musco, composta da Francesco, i suoi figli Flaminia e Walter, e la moglie Anna Maria Turchi, accusata di aver distratto oltre mezzo milione di euro del fallimento, pur non avendo partecipato alle manovre economiche precedenti. Francesca Fortunata, infine, è stata catapultata sul banco degli imputati per aver trasferito sul proprio conto corrente parte del denaro proveniente dalle condotte illecite. Tutte le accuse sono sempre state respinte dai difensori degli imputati, gli avvocati Massimiliano Sbernini, Sergio Stravino e Francesco Achilli.

Le indagini avevano svelato che, nel periodo successivo alle vicende relative alla gestione della Veradia Film, la famiglia aveva mostrato una macroscopica sproporzione rispetto ai redditi dichiarati al fisco. Il sequestro ha riguardato nove immobili, conti correnti, tre auto di lusso e un cavallo.

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