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Roma. Rapinatore aggredisce ragazza: condomini lo picchiano

Un rapinatore ha aggredito una ragazza e suo padre, ma l'uomo ha reagito e l'ha picchiato spalleggiato dai condomini che ne hanno permesso l'arresto

ROMA- Ha aspettato che la ragazza si avvicinasse nascosto dietro al garage e poi è uscito allo scoperto, le ha preso la borsa e l’ha spinta a terra per fuggire. Peccato che con la giovane vittima della rapina ci fosse anche il padre, che ha preso le difese della figlia e ha picchiato il rapinatore Frenci Besnik, kosovaro di 42 anni senza fissa dimora. Poi, secondo il legale del rapinatore, anche altri condomini lo avrebbero aggredito, tanto da permetterne l’arresto lasciandogli il volto pesto.

La rapina con pestaggio è avvenuta alle 3 di notte di lunedì 18 gennaio a Roma, dove la giovane pizzaiola stava rientrando a casa con l’incasso della serata. Un bottino da 700 euro nella borsa che i ladri, armati di punteruolo, hanno tentato di strapparle. Non si aspettavano però la reazione del padre della ragazza, scrive Adelaide Pierucci sul Messaggero:

“Il complice ha rapinato la vittima ed è fuggito e lui è stato acciuffato dal padre di lei, che, spalleggiato dai condomini, lo ha pestato. Ai carabinieri lo hanno consegnato col volto livido. Così ieri mattina Frenci Besnik, 42 anni, quando è stato accompagnato in aula per essere processato a malapena riusciva ad aprire gli occhi. Aveva il volto pesto, indolenzito. Ed il giudice, prima di condannarlo a cinque anni e quattro mesi, lo ha fatto scrivere agli atti del processo: «Evidenti segni di tumefazione al volto». Il pm Antonino di Maio, che era partito da una pena base di 12 anni, puntava, a una condanna a otto anni col rito abbreviato per rapina aggravata e lesioni”.

I ladri hanno accerchiato la ragazza e uno dei due è riuscito a sfuggire, ma Bresnik voleva derubare anche il padre che però ha reagito:

“E mentre l’amico scappa, il kosovaro prova a sfilare il borsello pure al padre, che accecato dalla aggressione alla figlia gli tirerà dei pugni ben assestati. Per difendersi, spiegherà poi. In aula il racconto dell’arrestato: «Sono nato nel 1973 in Kosovo, vivo senza fissa dimora a Roma» ha detto, «Stavo con un amico nel garage. Cercavamo una macchina per tornare in centro. Poi è arrivata una ragazza e lui di sua iniziativa le ha strappato la borsa»”.

Francesco Preiti, legale del rapinatore kosovaro, ha chiesto clemenza per il suo assistito visto il pestaggio:

“«Il papà della vittima colpisce lui da solo o sono scesi altri dal condominio? L’uomo era corpulento, e aveva bloccato Besnik, era necessario altro? I carabinieri lo troveranno sanguinante…Chiediamo clemenza, ha perso tutti i parenti in guerra». Il giudice però non tentenna. Convalida l’arresto con motivazione contestuale. Sottolinea lo spiccato livello di pericolosità sociale del rapinatore kosovaro, visto che aveva agito di notte – in maniera «preordinata» specifica – «occultandosi per di più dietro le mura perimetrali del garage». Poco dopo la condanna. Nella borsetta la giovane aveva i documenti e l’incasso delle serata: settecento euro”.


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