Blitz quotidiano
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Roma, rubano anche tombini. Pericolo per tutti, un bimbo…

ROMA – Un bimbo di 2 anni e mezzo è caduto in una tubazione profonda quasi 4 metri dopo che il tombino di ghisa che la chiudeva è stato rubato. L’incidente è avvenuto a Torrenova, un quartiere di Roma, il 17 luglio e per poter salvare il piccolo è stato necessario l’intervento di 3 squadre dei vigili del fuoco. Il bimbo è stato poi trasportato in codice rosso al Policlinico Umberto I, dove è stato dimesso qualche ora dopo gli accertamenti del caso. Il padre del bambino ha espresso tutta la sua rabbia: “Non è la prima volta che rubano i tombini di ghisa nella strada, poteva essere una tragedia”. Una piaga, quella del furto dei tombini, che affligge Roma e che costituisce un pericolo concreto per tutti.

Morena Izzo sul Messaggero raccoglie la testimonianza del padre, che ha spiegato che il piccolo ha rischiato di morire ma se l’è cavata con qualche graffio e contusione:

“«E’ successo perché qualcuno nella notte ha rubato i tombini di ghisa», dice il padre. Per il piccolo è stato necessario il ricovero in ospedale al Policlinico Umberto I, dove è stato trasferito d’urgenza in codice rosso e poche ore dopo dimesso. Nel pomeriggio era già a casa con i parenti, che dal terzo piano della palazzina in cui è avvenuto l’incidente, lo alzavano in alto come un trofeo. «Eccolo, sta bene dicono ha ripreso subito a giocare, ma sono stati attimi interminabili di terrore e disperazione. Siamo appena tornati dall’ospedale». Lo abbracciano e lo baciano, mentre lui, dopo essersi fatto riempire di coccole, torna a giocare con il suo triciclo sul terrazzo. «E’ salvo per miracolo», ripetono tutti.

Nel garage, accanto alla tubazione nella quale il piccolo è precipitato, c’è ancora una dei suoi sandaletti neri. Un cunicolo strettissimo, quello in cui è caduto. Un incidente che ha gettato nel panico i genitori. Sono stati loro a chiamare subito i vigili del fuoco. Sul posto sono dovute intervenire tre squadre per imbracarlo e tirarlo fuori da lì. Gli operatori del 118, poi, hanno prestato le prime cure durante il trasporto in ospedale. Tanto spavento e qualche graffio, nonostante la profondità. «Eravamo più preoccupati noi di lui racconta Luca, il papà del piccolo mentre aspettavamo che lo tirassero fuori, lui continuava a ridere e scherzare. Lo sentivamo». Erano tutti accanto a lui, lo facevano parlare, per tenerlo sveglio ed evitare che perdesse conoscenza e per tentare di rassicurarlo. «Poteva essere una tragedia», è il commento generale.

LA RABBIA
E poi la rabbia del papà. «Nella notte sono entrati nel garage aggiunge ancora – hanno forzato il cancello e rubato i tombini di ghisa, lasciando scoperta la tubatura. Ne hanno rubati anche altri lungo la strada e non è la prima volta che accade in questa zona». Conferma anche un residente. «E’ già successo in passato. Segnalai io stesso quello che era accaduto soprattutto in via Laerte. Ne fecero una strage. Alcuni tombini, a distanza di tempo, sono ancora rimasti scoperti in zona. Devono succedere delle tragedie prima che qualcuno si decida ad intervenire. Alcuni tratti sono pericolosi, perché la mancanza di tombini, viene segnalata con dei pali.

Basta una distrazione per finirci dentro mentre si è alla guida di un’auto o, peggio ancora, in sella ad una moto. Per non parlare poi di quella che poteva davvero essere una tragedia». E una nonna con la nipotina che vive nella stessa via aggiunge: «Siamo contenti che il piccolo ora sia stato dimesso e stia bene. Sono stati attimi interminabili e di angoscia. Eravamo tutti molto preoccupati per quello che è accaduto. Abbiamo visto molte squadre dei vigili del fuoco intervenire e i genitori che cercavano di mantenere la calma per non agitare il piccolo. Se ci ripeso mi vengono ancora i brividi»”.


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