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Roma, stalker condominiale condannata: “Lasci la città o il carcere”

ROMA – Nonostante l’ordinanza restrittiva aveva continuato a molestare i vicini, ad avvicinarli e a borbottare e in alcuni casi anche ad aizzargli contro i suoi cinque cani. Alla fine Andrea Piroska Barkanay, 62 anni, detta Andreina, è stata cacciata dalla città. Ad estremi rimedi sono giunti i giudici di Roma per preservare la serenità degli inquilini di un palazzo al Gianicolo, dopo che la “stalker condominiale” aveva collezionato decine di denunce da parte di tutti e 32 gli inquilini dello stabile.

Già ad agosto scorso il giudice Fabio Mostarda, le aveva intimato di tenersi alla larga dai vicini: almeno 5 metri sulle scale e nell’androne, più di duecento in strada. Ma Andreina, ex vice direttore del Popolo della Democrazia Cristiana, ha continuato a importunare con dispetti e invettive i condomini dell’elegante palazzo di Via dei Quattro Venti, n.86. Spesso prendendo di mira anche più famiglie contemporaneamente.

Come riporta Adelaide Pierucci sul Messaggero:

Eppure le disposizioni che le era state inflitte ad agosto erano chiare: «L’indagata, dovrà tenersi lontana dai vicini e astenersi di rivolgere loro la parola ai vicini (ivi inclusi i mezzi telefonici e telematici). Ed infine non dovrà far circolare i suoi cinque cani liberi e senza guinzaglio dentro il palazzo e fuori nel raggio di duecento metri evitando che facciano i bisogni nello spazio a loro vietato».

Un conforto durato poco per gli abitanti della palazzina da dieci anni bersagliati dalle invettive e dai dispetti della signora del primo piano. Il capo di imputazione stilato dal pm Vincenzo Barba, titolare dell’inchiesta – è da record nel campo. Di giorno e di notte la signora avrebbe lasciato troppo spesso liberi i cani nel cortile con i relativi problemi di igiene; gettato spazzatura dalla finestra; staccato il contatore generale; ricoperto di escrementi porte e auto; minacciato di morte e di pestaggi chiunque le facesse un altolà; graffiato un paio di vicine e danneggiato con un sampietrino un’auto parcheggiata.

Tanto che per difendersi e raccogliere prove i vicini avevano dovuto installare un sistema di videosorveglianza. Pure stavolta le denunce dei vicini sono apparse attendibili e credibili. Anche perché, come aveva osservato il giudice, «le accuse provengono dalla quasi totalità dei residenti in cui vive la signora Barkany induce e ritenere che non si tratta di dichiarazioni dettate dal semplice malanimo o da controversie tra singoli condomini».

Così per un soffio la signora non si è ritrovata in carcere. Il pm stavolta aveva chiesto le sbarre.