Cronaca Italia

Roma on the road, strade piene di truffe: finto tamponamento, donna incinta…

Roma on the road, strade piene di truffe: finto tamponamento, donna incinta...

Roma on the road, strade piene di truffe: finto tamponamento, donna incinta…

ROMA – Roma on the road, strade piene di truffe: finto tamponamento, donna incinta… Di notte come in pieno giorno, ladri e truffatori imperversano per le vie di Roma, mettendo in scena tutta una serie di teatrini per estorcerti un po’ di soldi, il cellulare… Carrozzieri improvvisati, gente che ti viene addosso ma vuol essere risarcita sul posto, donne incinte vere o false utilizzate per brevi ricatti…

Fin troppo nota è la simulazione dello specchietto rotto, un sistema che contando su un normale senso di colpa dell’ingenuo automobilista e attraverso qualche scusa per aggirare il ricorso all’assicurazione, permette di racimolare un po’ di contante brevi manu. Bisogna piuttosto aggiornarsi sulle numerose varianti, e su altre sceneggiate costruite ad arte: sul Corriere della Sera, Fabrizio Peronacci ne offre un ricco catalogo ricco di testimonianze.

«A me – racconta Lorenzo, giornalista cinquantenne, scafato quel che basta a salvare il portafoglio, ma non la carrozzeria – è successo due volte su via dei Monti Tiburtini. Tornavo di notte dalla redazione e l’arroganza con la quale mi hanno inseguito e costretto ad accostare è stata spaventosa. Poi ho avuto il guizzo: è bastato prendere in mano il cellulare e dire “Ok, chiamo la polizia” per vederli fuggire». (Fabrizio Peronacci, Corriere della Sera)

Il finto tamponamento è un classico delle truffe nel traffico. Lo specchietto resta un imprescindibile oggetto di scena della truffa, talvolta impreziosita da guizzi di sceneggiatura più eclatanti, tipo l’introduzione di una donna incinta per vincere le ultime resistenze dei meno ingenui. Come racconta una giornalista di Mediaset.

San raffaele

La scorsa estate stavo percorrendo il Muro Torto. Era un’auto tipo Panda di colore scuro con una coppia e due bambini con accento napoletano. Ho sorpassato e sentito un rumore di carrozzeria. Lui dietro si sbracciava. Mi sono fermata e mi è venuto incontro cordialissimo. Mi ha spiegato che i figli erano terrorizzati, che gli avevo rotto lo specchietto, in realtà già penzolante, e che bastava fare il Cid». Al momento di prendere il modulo nel cruscotto, però, colpo di scena. «Ha cambiato tono, dicendo che doveva correre al Policlinico da suo padre ricoverato. Lo specchietto mi costa 90 euro, chiudiamola così, tra persone civili, insisteva». Morale: «Avevo appena preso i soldi al Bancomat e ho pagato. E subito dopo ho capito con profonda vergogna di essere stata fregata!» (Fabrizio Peronacci, Corriere della Sera)

 

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