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Roma, Tony Drago trovato morto in caserma. La madre: “Non si è ucciso”

ROMA – Antonino “Tony” Drago non si è tolto la vita quel 6 luglio 2014 nella caserma Camillo Sabatini di via Flaminia a Roma, ma è stato torturato e ucciso. La madre, Rosaria Intranuovo, ne è convinta e sostiene che il figlio fosse vittima di nonnismo. I punti oscuri sulla vicenda sono molto e ora il caso è stato ufficialmente riaperto dal gip Angela Gerardi, che ha disposto la riesumazione della salma del giovane e aperto un fascicolo con le ipotesi di reato che vanno dall’omicidio all’istigazione al suicidio.

La storia di Tony Drago, caporale dei Lancieri di Montebello di 25 anni, risale a due anni fa. Il giovane caporale fu trovato privo di vita nel cortile della caserma Camillo Sabatini. La prima ipotesi è che il caporale, in preda ad una forte depressione e l’angoscia, si sia lanciato dalla finestra del suo alloggio e sia morto nell’impatto violento al suolo dopo un volo di 10 metri. Sulla schiena di Drago, però, erano presenti dei segni, dice la mamma, che racconta a Ilario Filippone de Il Messaggero:

“Mio figlio è stato torturato e ucciso, trascinato nel piazzale della palazzina alloggi, per simulare il suicidio. Nonostante fosse riverso a pancia in giù, il suo cadavere presentava vistose ferite sulla schiena, segni che documentano le torture subite”.

La donna chiede chiarezza sulla morte del figlio e giustizia. Il pubblico ministero invece chiede l’archiviazione del caso come suicidio, ma il gip Angela Gerardi ha dei dubbi e fissa la riesumazione della salma al 15 ottobre prossimo, riaprendo di fatto il caso. Le ipotesi di reato potrebbero essere di omicidio o di istigazione al suicidio e gli indagati sono 8, scrive ancora Filippone:

” Paolo Lorenzi, Giampaolo Torcigliani, Salvatore Adragna, Paolo Esposito, Giuseppe Zarbano, Daniele Marino, Roberto Cucuzza e Simone Lampis. Nel 2014 si muovevano in alta uniforme nella caserma Sabatini. Quando i carabinieri giunsero sul luogo per i primi accertamenti, trovarono il cadavere del caporale in una pozza di sangue. La posizione del corpo, stando ai rilievi fotografici, «composta e armoniosa»: il viso dritto, schiacciato sul pavimento, le braccia infilate sotto l’addome, entrambe flesse all’altezza del gomito, le gambe distese e leggermente divaricate. «Questo è uno dei tanti punti oscuri», afferma Rosaria Intranuovo: «Chi si lancia nel vuoto spiega precipita in modo scomposto. Inoltre, se è caduto a pancia sotto, cosa ci facevano quei segni sulla schiena?». Sulla schiena del caporale, stando alla carte dell’inchiesta, sono state trovate anche delle profonde ferite. A darne conto, c’è una relazione redatta dai carabinieri del Comando provinciale di Roma, i primi ad arrivare sul posto”.

Sono ancora alcuni i punti oscuri da chiarire sulla vicenda, tra cui il racconto di un misterioso testimone, che ha dichiarato che Tony Drago aveva subito un’aggressione in caserma e voleva denunciare tre suoi commilitoni. La madre Rosaria quindi si chiede cosa sia successo al figlio e dopo la riapertura ufficiale del caso si dice soddisfatta:

“Il muro di omertà si sta sgretolando, mio figlio non si è suicidato, amava vivere e sognava di fare il poliziotto per combattere la mafia, i suoi idoli erano Falcone e Borsellino. Mio figlio non si è ucciso, guardava al futuro con ottimismo. Aveva programmato le vacanze estive in Sicilia, mi aveva detto che sarebbe sceso con l’autobus e che sperava di rimanere fino a metà agosto. I nostri legali, gli avvocati Dario Riccioli e Alessio Cugini, sono stati bravissimi, chiediamo solo verità e giustizia”.


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