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Roma, truffa della ruota sgonfia: presa la banda

ROMA – “Ha la ruota sgonfia”. Ma quell’avvertimento apparentemente amichevole nascondeva in realtà una collaudata truffa, sempre ai danni di ingenui anziani. E’ stata sgominata, a Roma, la “banda della ruota sgonfia”. Spiega Il Tempo:

«Scusi, ha la ruota sgonfia». Lui (o lei) scendeva dall’auto per rendersi conto della situazione e il complice del primo apriva lo sportello dall’altra parte e senza farsi vedere rubava portafogli o borsa sul sedile. Era la banda «della ruota sgonfia». Le vittime rigorsamente avanti con gli anni. Dai 60 ai 70 di età. Erano le prede preferite: facili da abbindolare e disposte a perdere cinque minuti per parlare con l’estraneo in strada passato da «brava persona». Invece era di un’altra pasta. Tre criminali sono finiti agli arresti domiciliari, arrestati dai carabinieri della Compagnia Trastevere. Uno è titolare di un’officina in zona Marconi, dove risiede. Gli altri abitano all’Eur e piazzale Clodio. Tutti sono già noti alle forze dell’ordine. Sulla loro identità la magistratura mantiene ancora uno strano riserbo. Undici colpi contestati dai carabinieri della Compagnia di Trastevere. Dal 2013 all’anno scorso. Il bottino è di circa di 1.500 euro. In che parti della città sono stati commessi i furti? Eur, Torrino e Tor de’ Cenci.

Le indagini sono partite nel luglio scorso, da un dettaglio. Il meccanico aveva usato la carta di credito rubata a un signore. L’aveva strisciata sul suo dispositivo in officina, giustificando l’operazione come riparazione di 250 euro dell’auto del malcapitato. Una balla, un lavoretto mai effettuato. Quando il tale si è visto recapitare a casa la ricevuta della sua banca ha letto la cause della spesa e ha strabuzzato gli occhi. L’ha presa e l’ha portata ai carabinieri della Stazione Porta Portese dove aveva fatto denuncia del furto. I militari sono partiti da lì. Hanno verificato cosa accadeva in quell’officina e hanno cominciato a prendere nota di chi entrava e usciva. Hanno filmato contatti e movimenti e confrontando il materiale d’indagine hanno ricostuito la vicenda che ha portato il Gip a concedere gli arresti per «associazione a delinquere finalizzata ai furti con destrezza nonché ai prelievi fraudolenti mediante le carte di credito asportate alle vittime». Uno solo dei tre è stato trovato con delle dosi di droga in casa. Stando alle accuse, i banditi facevano parte di una stessa organizzazione. Due si muovevano all’esterno di supermercati, centri commerciali o uffici postali. Il terzo, il meccanico, a volte metteva a disposizione il suo collegamento con la banca per svuotare di denaro le card delle vittime. Gli altri andavano in bancomat diversi a prelevare o spendevano i soldi contanti che recuperavano nei portafogli rubati. Non tutte le vittime li hanno riconosciuti. Però alcuni sì, confermando la truffa: «Scusi, ha la ruota sgonfia». E non hanno più trovato borsa o portafogli che avevano lasciato nella’auto.


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