Cronaca Italia

Roma, vieta alla cassiera di andare in bagno. Direttore punto vendita Mediaworld sospeso

Roma, vieta alla cassiera di andare in bagno. Direttore punto vendita Mediaworld sospeso

Roma, vieta alla cassiera di andare in bagno. Direttore punto vendita Mediaworld sospeso

ROMA – Alle casse la fila è lunga per le promozioni in corso, così alla cassiera viene negato di assentarsi per fare pipì. E alla fine lei se la fa addosso, nell’imbarazzo che si può facilmente immaginare.

Potrebbe essere il racconto di un Dickens contemporaneo, è invece la cronaca di quanto accaduto in uno dei più grandi punti vendita di elettrodomestici ed elettronica d’Italia: lo store MediaWorld di Roma Est. 

La cassiera in questione, riferisce Repubblica, aveva chiesto più volte al suo responsabile di potersi assentare pochi minuti per andare in bagno, ma, vista la coda di clienti attirati dal sottocosto, quella pausa (dovuta, ovviamente) le era stata negata. Anche altre due richieste sono state respinte, e lei ad un certo punto non ha retto più. Ha avuto bisogno di aspettare la fine del turno e chiedere aiuto ad una donna delle pulizie, che le ha comprato un paio di pantaloni nuovi, per lasciare il suo posto.

Il caso, però, è arrivato alla Uil, il sindacato a cui la cassiera è iscritta. “Si tratta di una nostra iscritta e quando ci è arrivata la segnalazione, siamo intervenuti immediatamente. Abbiamo chiesto conto dell’accaduto a chi le ha impedito di recarsi alla toilette”, ha confermato a Repubblica Marco Marroni, segretario nazionale che per la Uiltucs, che si occupa di tenere i rapporti con la dirigenza di Mediaworld. “Diciamo che la risposta del diretto interessato non è stata soddisfacente – continua il sindacalista senza risparmiare una buona dose di sarcasmo – e così ci siamo rivolti ai responsabili dell’azienda per avere chiarimenti”. Alla fine il responsabile del punto vendita è stato sospeso.

Gigi Cardilli, della Cgil, denuncia una situazione di carenza di organico a Mediaworld: “L’anno scorso ha tagliato almeno 800 dipendenti. Siamo sotto organico, ma non posso credere che in negozio non si potesse trovare un’altra persona per una sostituzione da cinque minuti. Il direttore, invece, ha fatto orecchie da mercante e non ha preso in considerazione la cosa. Così la cassiera ha subito un’umiliazione fisica e morale”. 

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