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Roma, vigili assenti a Capodanno: multe annullate

ROMA – Vigili assenti la notte di Capodanno 2015 a Roma, potrebbe non pagare nessuno. E’ quello che sostiene questo articolo del Messaggero:

Per le assenze di massa dei vigili urbani la notte di Capodanno del 2015, rischia di non pagare nessuno. Di certo non pagano i sindacati, dato che il Tribunale del Lavoro ha deciso di annullare la sanzione da 100mila euro che l’Autorità di Garanzia per gli scioperi aveva comminato a cinque sigle (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Csa-Ospol, Diccap e Sulpl) esattamente un anno fa. La multa, secondo la commissione d’inchiesta dell’Authority, era motivata dal fatto che «l’astensione degli agenti della Polizia municipale, formalmente imputata dagli interessati a malattia, permessi ex legge 104/1992 e legge 52/2000», fosse in realtà «una forma anomala di protesta, elusiva della disciplina dello sciopero nei servizi pubblici essenziali». Uno sciopero mascherato e illegittimo, secondo l’Autorità, «riconducibile anche alla responsabilita’ delle stesse organizzazioni sindacali». Una decisione, quella del Garante, a cui la Uil aveva deciso di opporsi davanti al Tribunale del Lavoro.

Che con una sentenza emessa martedì scorso, il 29 marzo, ha annullato le multe. Il giudice Fabio Baraschi, pur riconoscendo un numero molto elevato di assenze la notte di San Silvestro, «pari a circa il 66%» dei turni programmati, imputa il forfait di 767 agenti a «comportamenti individuali dei dipendenti che non possono essere ricondotti ad una astensione collettiva e devono essere oggetto di valutazione singola, caso per caso». E così, almeno a livello amministrativo, non ci saranno sanzioni. Secondo Marco Milani dell’Ugl, «a distanza di oltre un anno non si è arrivati a nessun provvedimento nei confronti dei colleghi accusati». Prosegue intanto l’inchiesta della Procura, che a metà febbraio ha chiesto il rinvio a giudizio del primo agente, accusato di avere presentato un falso certificato medico per attestare di avere donato il sangue proprio il 31 dicembre. In tutto gli indagati sono 148. Le accuse contestate vanno dal falso, alla truffa, all’accesso abusivo al sistema informatico.