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Vigili Roma riciclavano auto rubate: a loro posto da 15 anni

ROMA – Nei primi anni 2000 erano finiti sotto inchiesta per via di alcune auto rubate e poi riciclate. Quegli stessi vigili, dopo 15 anni, sono ancora in servizio. Succede a Roma. L’inchiesta della magistratura sta facendo il suo lunghissimo corso, che finirà con una prescrizione, ma il Comune di Roma non si è tutelato e ha mantenuto al loro posto i 15 agenti. Ecco cosa spiega questo articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera:

Il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, deciso evidentemente a lasciare un altro segno del suo passaggio dopo aver denunciato il buco nero del patrimonio immobiliare, ha chiesto agli uffici una ricognizione sui procedimenti disciplinari a carico di dipendenti comunali accusati di reati più o meno gravi. Che ha dato risultati sconcertanti. Negli armadi c’erano infatti 212 dossier relativi ad altrettanti procedimenti disciplinari ancora aperti. Alcuni relativamente recenti, se si pensa alle inchieste di Mafia capitale o alla cosiddetta operazione Vitruvio. Ma altri che risalivano addirittura alla fine degli anni Novanta. Fra questi ce n’è uno che riguarda un caso di quindici anni fa, quando alcuni vigili urbani furono coinvolti in un traffico di auto rubate. Sospesi in un primo momento e poi riammessi in servizio, non risultano essere mai stati trasferiti: e ora per la conclusione del procedimento disciplinare nei loro confronti che galleggia negli armadi comunali da tre lustri si sta aspettando la comunicazione del tribunale dell’estinzione del reato per «intervenuta prescrizione». Proprio così: prescrizione. E qui sono del tutto evidenti anche le responsabilità della magistratura. Il che però spiega solo in parte la situazione di lassismo generalizzato che la verifica ha fatto venire alla luce.

Succede che dei 212 procedimenti disciplinari ben 189 siano tuttora sospesi, in attesa che la giustizia faccia il proprio corso. Per quanto assurdo possa sembrare, è ciò che prevedono le norme, compresa la famosa legge Brunetta. Ma non è vero che il Comune non possa fare nulla contro i presunti corrotti o responsabili di altri reati fino alla sentenza definitiva. Può infatti adottare provvedimenti cosiddetti cautelativi, come il trasferimento, ma c’è il riscontro che almeno in un centinaio di casi questo non sia mai avvenuto. Tanto per reati minori (c’è stato anche un dipendente del Comune trovato a fare contemporaneamente l’amministratore di condomini) quanto per fatti particolarmente gravi. Qualcuno è riuscito perfino a farla franca fino alla pensione: in 9 se ne sono andati dal Comune per raggiunti limiti di età senza che fosse stato preso alcun provvedimento nei loro riguardi.


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