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Roma, vulcano Colli Albani: se si sveglia ci sarà prima un terremoto

ROMA – Il vulcano sotto i Colli Albani, vicino Roma, si sta risvegliando. E una sua nuova eruzione, comunque imprevedibile, sarà annunciata da un terremoto. Sono le notizie poco rassicuranti che danno i geologi che ultimamente si sono interessati a questo sonnolento vulcano: da 36mila anni tace e lascia indisturbata Roma, che infatti è nata circa 3000 anni fa e non è mai stata toccata dalla lava. Però il vulcano in questione segue dei cicli precisi, risvegliandosi più o meno ogni 30mila anni. Scrive il Messaggero:

Il tempo della Natura si misura in modo diverso da quello dell’uomo, per cui noi abbiamo potuto definire eterna una città nata neanche 3 mila anni fa, mentre il cratere laziale segue cicli sonno-veglia di circa 30 mila anni. E siccome l’ultima volta ad Albano la lava si è vista 36 mila anni fa, si può dire che il nostro pigro vulcanetto sopito è in ritardo e prima o poi ci darà sue notizie. I sismologi, che hanno un modo tutto loro di tranquillizzarci, assicurano che un’eruzione in tempi brevi è “improbabile”, che sotto il suolo dei Castelli si sta effettivamente accumulando del magma incandescente ma non è grave perché tanto si trova a ben 5 chilometri di profondità (la stessa distanza che c’è tra l’Eur e Spinaceto), e soprattutto ci garantiscono che la rinascita del vulcano sarà annunciata in anticipo da una serie di terremoti. Insomma non abbiamo davvero motivo di preoccuparci.

A dare la notizia del vulcano “risvegliato” è uno studio firmato da Ingv, Sapienza Università di Roma, Cnr e Università di Madison. Lo studio ha ripercorso la storia dell’area geografica scoprendo come il vulcano sotterraneo ha ricominciato ad alimentarsi attirando nuovo magma che si trova sotto la superficie terreste. La possibilità di un’eruzione è sempre più certa.

Gli esperti rassicurano però gli abitanti del quartiere e della capitale, spiegando che”non si tratta di un pericolo imminente”. Le camere magmatiche hanno iniziato ad alimentarsi dopo aver “dormito” per migliaia di anni. Il ricercatore Fabrizio Marra sul sito dell’Ingv spiega che l’unica cosa da fare al momento è “monitorare sin da oggi quest’area vulcanica” dato che, come scritto nella ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters, il tempo di risveglio è indicato nell’ordine delle migliaia d’anni.

Marra spiega che i Colli Albani hanno da sempre avuto dei cicli di attività molto regolari: “Ci sono stati 11 di questi cicli eruttivi. L’ultimo, avvenuto al Cratere di Albano, è iniziato proprio 41mila anni fa ed è terminato intorno a 36mila anni. Questo vuol dire che il tempo trascorso dall’ultima eruzione è dello stesso ordine dei tempi di ritorno: quindi il vulcano deve considerarsi attivo e pronto per un nuovo futuro risveglio”.

Lungo il corridoio di terra dove si sono verificate le attività vulcaniche, i ricercatori dell’Ingv hanno osservato un sollevamento della superficie terreste di 2-3 millimetri all’anno negli scorsi 20 anni . Ciò è dovuto ad un ammassamento di magma sottostante. La zona di accumulo si troverebbe tra i 5 e 10 km di profondità. Secondo quanto spiega Marra ciò significa che, pur essendo il magma nella fase di accumulo, la distanza sottoterra è tale che il momento in cui uscirà in superficie rompendo la crosta terrestre risulta essere ancora molto lontano.