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Ron Lewis, il generale Usa e le notti a Roma al Cica Cica Boom

ROMA – Una notte brava a Roma, ha bruciato la sua carriera. In un famoso strip club romano, il Cica Cica Boom, lo scorso anno si presentò all’ingresso l’allora generale e senior military aide Ron Lewis, il più stretto collaboratore del segretario alla difesa americano Ash Carter. Braccio destro dell’uomo il cui potere è secondo solo a quello del presidente Barack Obama, per il generale Ronald Lewis si prospettavano già incarichi al vertice, ma una notte brava a Roma ha fermato la sua rapida ascesa.

La maxi inchiesta a carico di Lewis è stata resa nota solo qualche giorno fa, dopo un silenzio durato quasi un anno. Una sera di novembre, venne alla luce che Lewis era stato nel noto locale romano ma tentò comunque di difendersi, sostenendo di essere recato in un locale diverso, “un club di alto rango, con una rispettabile clientela, un dj che suonava, un’area bar e una pista da ballo dove danzavano numerose coppie”.

Lewis affermava di essere stato al Verafollia, nome fittizio usato dal locale sugli scontrini per proteggere la privacy dei clienti. E così l’uomo, che inizialmente ha provato a dare la sua versione dei fatti in stile “wasn’t me”, non ero io, ha probabilmente dimenticato, mentre tentava di giustificarsi, di essere un generale uno dei collaboratori militari più alti di grado del segretario americano alla Difesa Ash Carter; e aveva forse dimenticato di lavorare per una nazione ai cui servizi segreti non si può tentare di propinare scuse come “non ero io, controllate lo scontrino”, perché si rischierebbe di cadere nel ridicolo.

Il Cica Cica Boom un noto locale di Roma, famoso per le notti e per le tariffe, ancora più ; ospita attrici emergenti che possono essere prenotate in anticipo ad un prezzo extra, per massimo due ore, e al suo interno ha delle stanze private, sempre ad ore, dove passare del tempo con la ragazza prescelta. Che il club non sia un piano bar lo si capisce già da via Veneto, dove un cartello pubblicitario rosa pastello indica con una freccia la direzione per il “ show e lap-dance” di via Liguria.

Dopo alcune indagini avviate dalla polizia, l’anno scorso il locale venne temporaneamente chiuso a seguito delle lamentele di una donna che stava divorziando e che in tribunale accusò il marito di aver speso 1.600 euro in una sola notte. A causa del processo, intervenì anche la finanza, che tentò di capire come il locale potesse guadagnare 40.000 euro a notte. Carter e Lewis erano a Roma per incontrarsi con i partner europei, per discutere della campagna contro l’auto proclamato Stato Islamico. Il Cica Cica Boom è a pochi passi dall’ambasciata Usa, e a pochi passi dall’el dove i due soggiornavano. Se l’insegna non bastasse a far capire che è un locale per soli uomini, una volta dentro si scopre che tutto ruota intorno al .

Ad accogliere la clientela ci sono due buttafuori in smoking, che indirizzano verso una scala, dove sono allineate alcune porte numerate. All’interno, non si può non fare caso alla quantità di ragazze, dalle facce apparentemente annoiate, che tengono compagnia a uomini sposati in cerca di un po’ di divertimento sulla strada del ritorno dal lavoro; in un angolo, una pila di asciugamani a disposizione dei clienti. Una bottiglia di champagne al Cica Cica Boom costa 400 euro, ma nel prezzo è compresa anche la lap dance. Le “ballerine”, astute venditrici, vengono incoraggiate a far comprare anche lo champagne, almeno due bottiglie a cliente. I preservativi costano 20 euro l’uno, ma gli snacks, qualora venisse fame, sono gratis.

La pubblicità del locale assicura che l’ambiente è “camera e bugs free” ovvero senza telecamere e microspie e il livello di sicurezza è al massimo: non sono permesse fotografie di alcun tipo, per proteggere i clienti come Lewis da investigatori militari o da mogli in cerca di indizi da usare in tribunale contro i mariti fedifraghi. Nel report, Lewis ammette di essere rimasto nel club per tre ore e di aver interagito con sette ragazze. Inoltre, si dice stupito per il prezzo dello champagne: “il direttore ci disse che una bottiglia costava 400 dollari. Rimasi sbalordito, sul nostro tavolo credo ce ne fossero tre o quattro, tanti altri drink… non c’è un elenco dettagliato”.

I guai iniziano quando Lewis va a pagare e si vede rifiutata la propria carta di credito: generale e collaboratore di uno dei vertici più importanti degli Usa, alle ballerine e al direttore del club poco importava chi fosse, restava un cliente la cui carta era stata rifiutata e, quindi, un cliente che non aveva pagato. Scortato da una “cameriera” , inviata dal locale per assicurarsi che il generale pagasse, Lewis è dovuto tornare mestamente in albergo e all’ 1:40 di notte ha bussato alla porta di un’assistente, che gli ha consegnato niente di meno che la carta di credito del Pentagono; qualche giorno dopo, Lewis ha restituito al governo i 1.800 euro spesi al Cica Cica Boom.

Nei documenti che lo inchiodano, la descrizione è quella di un uomo che “beveva in eccesso” e “teneva rapporti sconvenienti con le donne”. Kathie Scarrah, portavoce dell’ispettore generale che ha redatto il rapporto, ha confermato che Lewis è stato indagato per “abuso della carta di credito governativa, che veniva usata per spese personali durante le trasferte, per aver fatto dichiarazioni false circa l’uso improprio di tale carta e per altri comportamenti non adeguati”. Quando, un anno fa, sono emerse le prime accuse, Carter ha bruscamente rimosso Lewis come suo collaboratore superiore, mettendo fine alla veloce ascesa di un leader militare, che in soli due anni passò di rango da una a tre stelle. Retrocesso a due stelle,il generale potrebbe affrontare un’ulteriore riduzione di rango quando le indagini a suo carico saranno terminate.


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