«L’immigrato è un essere umano, differente per cultura e tradizione ma comunque da rispettare e la violenza non deve essere mai per nessuno il modo per risolvere le difficoltà». È un duro monito quello del Papa all’Angelus in piazza san Pietro, riferendosi ai fatti accaduti nei giorni scorsi a Rosarno.
Benedetto XVI ha ricordato che gli extracomunitari hanno gli stessi diritti delle altre persone e che la diversità religiosa non può mai giustificare la violenza, riferendosi anche alla strage di cristiani copti in Egitto di pochi giorni fa. «Occorre che le istituzioni – ha concluso – non vengano meno alle proprie responsabilità».
Delle violenze nella cittadina calabrese ha parlato anche il ministro dell’Interno Maroni: «Purtroppo a Rosarno è avvenuto quello che temevamo» ha detto in un’intervista a Maria Latella a Sky Tg24.
Il titolare del Viminale ha attaccato le «autorità locali e territoriali»: dopo dieci anni senza far nulla, spiega, sono nate comunità di extracomunitari che erano delle vere e proprie «bombe innescate». «Queste situazioni le abbiamo ereditate e sono frutto di tolleranza sbagliata, ma ci sono responsabilità diffuse che non intendiamo più tollerare. In Calabria lo Stato c’è: interverremo nel Sud per supplire alle mancanze locali».
Maroni ha infine spiegato che, come prevede la legge, gli immigrati trasferiti nei centri di Crotone e Bari, se risulteranno clandestini, verranno espulsi.
10 gennaio 2010 | 12:34 Letto 425 volte
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TAG: benedetto XVI, espulsione, immigrati, maroni, papa, rosarno
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