Cronaca Italia

Rovigo, il nuovo carcere modello cade già a pezzi: crolli e infiltrazioni

Rovigo, il nuovo carcere modello cade già a pezzi: crolli e infiltrazioni

Rovigo, il nuovo carcere modello cade già a pezzi: crolli e infiltrazioni

ROVIGO – Doveva essere un carcere modello, costato 50 milioni di euro, e invece cade già a pezzi. La Casa circondariale di Rovigo è interessata da crolli e infiltrazioni che ne hanno danneggiato gravemente la struttura e a denunciare la condizione in cui versa è il sindacato Uil, che segue la polizia penitenziaria. Il Prefetto di Rovigo il 29 maggio ha visitato il carcere e fatto il punto della situaizone, che non sembra affatto facile. In una nota del sindacato, rilanciata dal sito Rovigo Oggi, si legge:

“Abbiamo innanzitutto ringraziato il Prefetto per la sensibilità e l’attenzione dimostrata ai problemi che affliggono il carcere della città. Abbiamo ripercorso e affrontato tutte le criticità da noi evidenziate e fatte emergere, nella circostanza il Prefetto ha fornito precise rassicurazioni garantendo il suo impegno e la massima attenzione rispetto alle questioni poste dalla Uil. Sul tavolo gli argomenti più spinosi che affliggono l’istituto rodigino, tra cui la carenza di personale di polizia penitenziaria, il previsto aumento della popolazione detenuta, il problema sicurezza e infine quello concernente la struttura”.

La vicenda va avanti dal 15 maggio scorso, scrive in un altro articolo il sito Rovigo Oggi, quando il sindacato Uilpa ha denunciato non solo la carenza di personale, alla vigilia di un aumento dei detenuti, ma anche le problematiche strutturali dell’edificio:

“Nella mattinata di lunedì 15 maggio, una delegazione dei sindacati di polizia penitenziaria, e non solo, ha accompagnato in visita al carcere il senatore Bartolomeo Amidei, prima di organizzare una conferenza stampa per raccontare a tutti gli esiti di questa visita. Disastrosi. “I cancelli non funzionano, uno è letteralmente caduto, i dispositivi di sicurezza ci lasciano davvero perplessi, ci sono infiltrazioni d’acqua e stiamo parlando solo dei problemi strutturali”, spiega Marco Gallo, rappresentante Uilpa provinciale. Con lui, presenti alla visita anche Massimo Zanetti segretario regionale Uil pubblica amministrazione e Mauro Cirelli segretario regionale Uilpa.

“Aprono un nuovo carcere, aumentano il numero dei detenuti e non arriva nessun poliziotto. È incredibile – spiega Cirelli – Arriveranno 40-50 detenuti a breve e già le condizioni oggi sono indicibili. Facciamo appello alle forze politiche perché prendano in mano questa situazione che così è invivibile”. “Per non parlare dei mezzi a disposizione degli agenti, vetusti – continua invece Massimo Zanetti – E per me che sono un profano, entrare nel carcere e sentire i racconti di chi ci lavora è stato incredibile. Non avrei immaginato una situazione del genere. Il personale è così poco che non può garantire sicurezza”.

“Siamo giunti al paradosso – commenta il senatore Bartolomeo Amidei, da sempre attento alla tematica del nuovo carcere, tra i primi a storcere il naso su un progetto fatto così – in pratica la polizia penitenziaria deve proteggersi da chi sta fuori e non da chi sta dentro. Deve difendersi da una politica che tagli gli organici e aumento spazi e detenuti. Farò una interrogazione urgente al Governo, sperando che mi rispondano”.

To Top