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Rovigo, punivano i figli con forchette arroventate sulle mani. Condannati

ROVIGO – Bambini puniti con bruciature sul dorso della mano con forchette arroventate sui fornelli, costretti a stare a lungo in ginocchio o chiusi in una stanza al buio, presi a sberle e colpiti con una bacchetta di legno. Sono alcune delle punizioni inflitte a due bimbi di 7 e 10 anni di Rovigo dalle persone a cui erano affidati, la madre italiana e il compagno di lei, di nazionalità marocchina.

I fatti risalgono al 2008: all’epoca fu la nonna dei due piccoli ad insospettirsi e poi, una volta scoperto quel che accadeva ai nipotini, a denunciare la figlia e il genero. Così adesso, otto anni dopo, il giudice di Rovigo Silvia Varotto ha condannato la madre dei due bimbi ad un anno e sei mesi e il suo compagno a due anni, entrambi con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Racconta il Gazzettino: 

È stata la nonna dei bambini a sollevare il caso, ormai nel 2008, arrivando a denunciare la figlia ed il genero pur di salvare i nipotini. La stessa sorella della donna, nella sua deposizione, ha in parte riferito di comportamenti sopra le righe, ma l’accusa si è incentrata soprattutto sulla testimonianza di una vicina che ha raccontato di aver udito a più riprese i rumori di botte e, in un caso, la bambina urlare «basta, ti prego».

Secondo l’accusa (…) i bambini vivevano in uno stato di soggezione e paura. Secondo gli avvocati che difendevano la mamma ed il compagno (…) molti degli episodi contestati non avrebbero avuto riscontri oggettivi. Di opinione opposta l’avvocato Patrizia Trapella, al quale il tutore dei bimbi, sottratti alla potestà materna, ha affidato la costituzione di parte civile, che ha parlato di «fatti scabrosi», «abusi psicologici» e «violenze umilianti», frutto «di un’educazione non all’occidentale». Il giudice Varotto ha condannato la mamma ed il compagno anche al pagamento di un risarcimento di 20mila euro nei confronti di ciascuno dei due bambini.


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