Cronaca Italia

Sabaudia, moria di pesci nel canale romano: ancora ignote le cause

Sabaudia, moria di pesci nel canale romano: ancora ignote le cause

Sabaudia, moria di pesci nel canale romano: ancora ignote le cause

LATINA – Misteriosa moria di pesci a Sabaudia, nota località marittima in provincia di Latina. Ieri, domenica 7 maggio, sono stati notati moltissimi pesci morti, anguille, cernie e addirittura delle meduse nel canale che congiunge il bacino alla foce di Torre Paola. Gli esemplari ancora vivi si muovono a fatica, come se fossero stati colpiti da qualcosa, probabilmente destinati alla morte. Sono state informate le autorità competenti che dovranno procedere con le analisi dell’acqua. Sul posto la Capitaneria di Porto di Sabaudia e i tecnici dell’Arpa per effettuare i prelievi.

“Oggi – ha scritto Andrea Bazuro su Facebook, ad dell’Azienda Vallicola del Lago di Paola – un’onda di veleno ha travolto ogni forma di vita presente nei canali di collegamento tra il lago e il mare. È morto tutto, anche le meduse. Per fortuna sembra che nel lago sia tutto ok. Abbiamo campionato l’acqua e varie specie di pesci morti, anche cernie. Faremo le analisi e denunceremo alle autorità competenti”.

San raffaele

Un biologo esperto delle dinamiche lacustri, Armando Macali, sostiene che la fonte inquinante sia arrivata dal mare. “Osservando le lesioni – dice Macali ai media locali – è fuori dubbio che i pesci siano stati investiti dall’ondata di un agente chimico estremamente aggressivo. I pesci avevano le mucose arrossate, l’epidermide lesionata. Altri erano agonizzanti. Penso possa trattarsi dell’azione di un rifiuto presente in elevatissima concentrazione. Una vicenda non scaturita per ragioni naturali: nel lago non vi erano infatti esemplari morti, che invece sono stati rinvenuti nel canale. I pesci, travolti dall’agente inquinante, non si sono potuti rifugiare nelle acque interne poiché bloccati dalle paratie». Toma alla ribalta la questione ambientale del lago di Paola. «Come si può pensare a sviluppare l’economia turistica, agricola e sportiva – si chiede Anna Scalfati – se non si arriva a punire chi inquina?”.

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