Blitz quotidiano
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Sabina Guzzanti: “Vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto è perfetta”

ROMA – Sabina Guzzanti si schiera a favore della vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto di Amatrice. In un post su Facebook l’attrice comica si chiede: “Non descrive forse perfettamente quello che è successo e quello che tutti pensiamo? Non ci sentiamo tutti carne da macello e quindi potenziale ragù per le lasagne?”

Sabina Guzzanti si dice sicura che nella prossima legge finanziaria non ci saranno fondi per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e delle case private e, quindi, “presto ci saranno altre centinaia di morti e poi altre centinaia ancora” perché “la politica economica di questo paese è gestita da sempre da banditi”. “Cosa c’è che non va nella vignetta? Non dice forse la verità? O non ci va che – si chiede ancora la Guzzanti – la verità la dica uno stronzo di francese? È disumana, è di cattivo gusto. Invece lasciare che ci siano ancora migliaia di vittime innocenti è umano? Solo perché facciamo finta di dimenticarci che fra 3/5 anni succederà ancora la stessa cosa?”. E poi aggiunge: “Questo è il buon gusto degli ipocriti. Buono a chi piace, a me fa pena”. Per lei “una vignetta non è nulla. Non ha nessun potere di incidere sulla realtà. È esattamente quello che vediamo. Occupa nei nostri pensieri esattamente lo spazio che occupa quando la guardiamo”. Solo“in Africa – prosegue l’attrice – arrestano la gente per le vignette, per questo gli africani scappano e alcuni di loro muoiono affogati e di certo lo sappiamo la condanna unanime per questo non scatta”. Una singola vignetta, secondo la Guzzanti, non ha il potere di cambiare le cose e “per questo – spiega – non trovo rispettabile questo indignarsi per le vignette”. “Secondo voi l’autore di Charlie ha fatto quel disegno con proposito di farci ridere? O col proposito di farci incazzare? Io direi di farci incazzare e direi che c’è riuscito. Allora accusare uno di non essere divertente quando non aveva nessuna intenzione d’essere divertente, non vi sembra senza senso?”, attacca ancora la Guzzanti che vede negli autori di Charlie “un capro espiatorio” quando ci dovrebbe “incazzare” con altri e per altri motivi anziché sfogate la proprio frustrazione “con un potenziale alleato e si unisce e solidarizza con i suoi carnefici”. La Guzzanti, infine, rivela di essersi indignata anche lei, in un primo momento, ma, poi, di essersi accorta che il suo giudizio non corrispondeva all’indignazione generale. “Io vedo una vignetta amara, anche brutta, non è questo il punto, in cui cadaveri e macerie si ammucchiano, in cui la vita non vale nulla. Non vedo una presa in giro dei morti. Il conformismo ci spinge a vedere le cose come le vedono gli altri. Non si nasce conformisti o anticonformisti. Ogni volta – conclude – decidiamo se essere presenti a noi stessi oppure no”.