Cronaca Italia

Salerno, assenteismo ospedale Ruggi: Giovanni Di Mauro condannato a 4 mesi

Salerno, assenteismo ospedale Ruggi: Giovanni Di Mauro condannato a 4 mesi

Salerno, assenteismo ospedale Ruggi: Giovanni Di Mauro condannato a 4 mesi

SALERNO – Assenteismo all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, arriva la condanna per Giovanni Di Mauro, l’unico dei 200 lavoratori imputati nella seconda tranche dell’inchiesta ad aver domandato di essere giudicato con il rito abbreviato, è stato condannato a quattro mesi (pena sospesa), due in meno di quanto chiesto dal pubblico ministero.

Di Mauro, riferisce La Città di Salerno, è accusato di concorso nella violazione della legge sul pubblico impiego. Dalle indagini è emerso che in due casi avrebbe timbrato il cartellino al posto di altrettanti colleghi.

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Per la difesa, non si sarebbe trattato di frode, ma “solo di un piacere”, ha detto in aula l’avvocato Domenico Fasano, che impugnerà la sentenza in Appello e ha ricordato come a carico del suo assistito non vi siano accuse di assenteismo. Non risulta, infatti, che anche Di Mauro abbia chiesto ai colleghi di timbrare per lui.

 

Si tratta della prima condanna nell’ambito della seconda tranche di imputati nell’inchiesta sull’assenteismo all’ospedale salernitano, quella che vede coinvolti gli imputati per condotte giudicate meno gravi.

Scrive La Città di Salerno:

Se per Di Mauro il processo di primo grado si chiude qui, sono invece 198 i lavoratori del Ruggi per i quali, tra giugno e ottobre, inizierà il dibattimento davanti al tribunale. Rinviati a giudizio al termine delle udienze preliminari che si sono svolte a marzo e aprile, sono accusati di truffa ai danni dello Stato (per le quote di stipendio che alcuni avrebbero percepito per ore in cui erano assenti) e di violazione della legge Brunetta sul pubblico impiego, per essersi scambiati i badge.

Ma secondo le tesi difensive si tratterebbe solo di piccoli ritardi, o di una prassi adottata per accelerare i tempi nei giorni in cui era complicato trovare parcheggio. A questi 198 si aggiungono i tredici imputati già rinviati a giudizio lo scorso ottobre.

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