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Parolisi e le chat con i trans quando Melania era morta da due giorni

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TERAMO – Il 20 aprile 2011 Melania Rea era sparita da 48 ore. Volatilizzata nel nulla, nessuno sapeva dove fosse finita questa giovane madre dopo aver lasciato marito e figlia alle altalene per andare in bagno. Salvatore Parolisi, la mattina del 20 aprile, cerca conforto. In chat, con alcuni transessuali. A rivelarlo sono state le analisi sul suo computer. E la scoperta getta una nuova luce sul caso. Melania aveva scoperto i “gusti” del marito? Sapeva delle sue frequentazioni con i trans? La donna potrebbe essersi arrabbiata, aver minacciato di dire tutto in caserma, mettendo così a rischio il lavoro, la reputazione e tutta la vita di Salvatore. Per la procura, le chat con i trans sono un tassello in più. Un vero e proprio movente.

Mettendo insieme i pezzi, sappiamo che ad aprile 2011 la situazione in casa Parolisi era decisamente tesa: che Melania fosse a conoscenza della relazione con la soldatessa Ludovica è ormai cosa nota. Che i due litigassero è anche questo dettaglio accertato. Ora spuntano anche i trans, che Parolisi incontrava virtualmente in chat con il nick name “Corpo a corpo”. I  contatti risultano partiti sia dalla casa di Parolisi che dalla caserma.

E’ stato anche accertato che il telefonino di Melania è stato spostato, probabilmente da chi ha scoperto il cadavere il 20 aprile. Quando il telefono ha ricevuto le chiamate dell’amica Sonia non era nel punto in cui è stato poi ritrovato ma dietro la casetta vicina al corpo, la casetta che ha attutito il passaggio delle onde, impedendo all’apparecchio di essere raggiungibile. Il processo riprenderà il 27 febbraio, Parolisi è l’unico imputato.