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Salvatore Scrivo ucciso in Calabria. Ebbe guai per droga

SERRA SAN BRUNO (VIBO VALENTIA) – Agguato in Calabria: intorno alle 22 di mercoledì 4 maggio Salvatore Scrivo, un commerciante di 59 anni con precedenti penali per traffico di droga, è stato ucciso a Serra San Bruno, un paese montano in provincia di Vibo Valentia.

Scrivo, nel momento dell’agguato, era appena uscito di casa dopo aver cenato. Ad attenderlo vicino alla sua auto c’era una persona appostata nel buio che gli ha sparato alcuni colpi con una pistola calibro 7,65.

A dare l’allarme alla polizia sono stati i famigliari della vittima che avevano sentito i colpi d’arma da fuoco. Scrivo è stato portato in ospedale, dove è morto subito dopo il ricovero. Sul posto si è recato il personale del locale commissariato di polizia. Riguardo il movente dell’omicidio, si fa l’ipotesi di una vendetta maturata negli ambienti della criminalità.

Secondo quanto scrive il quotidiano online 21Righe,

I suoi erano precedenti legati al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nel 2008, infatti, era tra i principali indagati dell’operazione della Dda di Napoli “Attacco incrociato”, con la quale era stata smantellata un’organizzazione dedita al narcotraffico, guidata, ritenevano gli inquirenti, da un certo Francesco Restuccia di Oppido Mamertina, ritenuto esponente di spicco del clan Alvaro di Cosoleto (RC).

Salvatore Scrivo, che compare diverse volte negli atti dell’inchiesta, era ritenuto un uomo di grosso calibro all’interno di questa organizzazione capace di introdurre in territorio italiano cocaina proveniente dalla Spagna, dalla Francia e da altre zone. Una struttura che contava ramificazioni in tutta la Penisola, messa su da ‘ndrangheta e camorra (era infatti coinvolta anche la famiglia dei Di Lauro di Scampia) per fare affari insieme.

Secondo i pm antimafia, che ricostruirono fatti risalenti al 2005, «Scrivo Salvatore era un uomo di fiducia del Restuccia, con compiti ben più importanti di quelli ricoperti dai due corrieri. Lo Scrivo, come giustamente rilevato dei carabinieri, in diversi momenti è sembrato la mente dell’associazione, al pari del Restuccia, dimostrando notevoli capacità organizzative. In generale, con riferimento a Scrivo Salvatore – annotavano i magistrati reggini – può affermarsi che si tratta del consigliere più fidato del Restuccia, la “mente” dell’organizzazione insieme al capo, il soggetto che nei momenti più difficili (es. forfait dei corrieri nell’aprile 2005, necessità di tranquillizzare i fornitori nel maggio 2005) era sempre accanto al Restuccia, che si confrontava solo con lui e si muoveva solo in sua compagnia».