Cronaca Italia

Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni uccisi, il figlio confessa: “Sono pentito e sconvolto”

Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni uccisi, il figlio confessa: "Sono pentito e sconvolto"

Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni uccisi, il figlio confessa: “Sono pentito e sconvolto”

FERRARA – Ha massacrato i corpi dei suoi genitori con un ascia, poi li ha avvolti nei sacchetti di plastica. Un omicidio brutale per cui un ragazzo di 16 anni, il figlio delle vittime, è stato aiutato da un amico con la promessa di un pagamento in denaro. Il figlio di Salvatore Vincelli e di Nunzia Di Gianni, i ristoratori di Pontelangorino uccisi, ha confessato l’omicidio e si è detto pentito e sconvolto. Una confessione integrale che è stata ascoltata dai pm del tribunale dei minori di Bologna.

Il ragazzo è stato ascoltato la mattina del 12 gennaio e all’uscita dal palazzo di giustizia il suo legale ha dichiarato all’Ansa:

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“Non so come la pensano gli investigatori, ma per me è una persona che ha gran bisogno di una mano. La situazione è molto pesante, delicata, drammatica”.

Rispetto al fatto che il giovane sia pentito di quello che è successo, il legale ha detto che anche durante la notte dell’omicidio c’erano stati momenti di ripensamento, “blocchi emotivi notevoli”.

L’avvocato difensore del giovane ha dichiarato inoltre che il movente non è stato per un brutto voto a scuola:

“Il motivo è molto più complesso. Ci problemi adolescenziali non trattati con i dovuti modi, da parte di entrambi. Sia dai genitori, che da lui stesso e anche da parte della società”.

Tra gli elementi che hanno portato gli inquirenti alla convinzione che i responsabili dell’omicidio di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni potessero essere il figlio e l’amico di un anno più grande, ci sarebbe stato anche il comportamento dei due, captato da un’intercettazione ambientale nella saletta della caserma dei Carabinieri dove sono stati fatti attendere, per essere sentiti come testimoni nella notte tra martedì e mercoledì. Non è chiaro cosa si siano detti i due complici, che in seguito sono crollati e hanno confessato l’omicidio, ma dall’intercettazione sono emersi atteggiamenti sospetti.

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