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Salvo Riina a Bruno Vespa: “Papà non lo dovevano arrestare”

ROMA – Alla fine la puntata con la controversa intervista a Salvo Riina, mafioso e figlio del boss dei boss Totò Riina, va in onda davvero. E va in onda sulla tv di Stato, Rai Uno, nella trasmissione Porta a Porta.

Salvo Riina viene intervistato da Bruno Vespa. E il suo, come annunciato da Rai e dal giornalista, è un punto di vista sconcertante. Riina, per esempio, si permette di parlare di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Dice che lui “non giudica” perchè poi verrebbe strumentalizzato. Non per pudore, insomma. Ma per timore di giudizio. Le parole di Salvo Riina:

“Io non giudico Falcone e Borsellino. Qualsiasi cosa io dico sarebbe strumentalizzata. Se io esterno un parere su queste persone viene strumentalizzato, io ho sempre rispetto per i morti, per tutti”.

E poi provoca. Il figlio di Totò Riina spiega a Vespa che “solo in Italia” (espressione abusata in tv, sui giornali, sui social network) succede che i pentiti di mafia non finiscono in carcere:

“Solo in Italia succede ciò. In tanti altri Paesi democratici non succede che un pentito che dice di aver commesso centinaia di omicidi non fa neanche un giorno di carcere. Poi accusano le persone, le mandano in carcere poi tornano a fare quello che facevano prima. Si poteva scegliere di fa scontare un minimo delle cose che avevano fatto”.

“I pentiti sono stati sicuramente usati dallo Stato, si poteva fare un’altra scelta con loro”, spiega nell’intervista il figlio di Totò Riina. “Non si accusano le persone solo per un tornaconto, ci sarà sempre un giorno in cui dovrai pentirti davanti a Dio”, aggiunge.

Riina parla anche del rapporto con suo padre. E qui dice una cosa davvero sconcertante. Di non condividerne l’arresto. Perché lui ama suo padre e chi l’ha arrestato glielo ha tolto.

“Per me lo Stato è l’entità in cui vivo, questo per me è lo Stato. Io rispetto lo Stato, l’ho sempre rispettato, magari non condivido determinate leggi o sentenze. Se condivido l’arresto di mio padre? No, perché è mio padre. A me hanno tolto mio padre”.

“Perché io amo lui e la mia famiglia, non tocca a me giudicare le azioni della mia famiglia, io giudico ciò che mi hanno trasmesso, i valori, il rispetto. Se io oggi sono la persona che sono lo devo ai miei genitori”.

“Molti penseranno che è un libro reticente ma io ho voluto scrivere ciò che è stata effettivamente la vita all’interno della mia famiglia. I rimproveri non toccano a me. Non tocca a me giudicare, ci sono stati giudici e sentenze, non li condivido ma mi sta bene”.

La polemica. La questione dell’intervista al figlio di Totò Riina è stata, di fatto, il caso politico del giorno. In tanti hanno definito inopportuna e inaccettabile la presenza del figlio del boss sulla tv pubblica. Pier Luigi Bersani, invitato da Vespa, ha deciso di cancellare la sua partecipazione dalla puntata. Pietro Grasso si è limitato a un laconico: “Non lo guarderò”. Dura Rosy Bindi: “Negazionismo di cosa nostra”. Vespa ha incassato il sostegno di Fabrizio Cicchitto. Nel pomeriggio di oggi, poi, la Rai ha deciso di confermare puntata e intervista precisando, come riporta l’agenzia Ansa

che “per offrire un ulteriore punto di vista contrapposto a quello offerto dal figlio di Riina Porta a Porta ospiterà inoltre domani sera una puntata dedicata alla lotta contro la criminalità e a chi alle battaglie contro le mafie ha dedicato la propria esistenza anche a costo della vita. Tra gli altri saranno ospiti il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone”.

Lo sdegno di Armando Spataro. Sdegno per la partecipazione, prevista per stasera, di Riina jr. a Porta a Porta” viene espresso dal procuratore di Torino,Armando Spataro, sulla mailing list di Area. “È vero che viviamo in un paese in cui tutto fa spettacolo e conta lo share, ma questo spettacolo, con la celebrazione delle ‘doti umane’ di Riina senior, turba le coscienze e non fa informazione”, scrive in un intervento, augurandosi che i responsabili della Rai, “anche un secondo prima dell’inizio della trasmissione”, facciano marcia indietro. “Se così non fosse – aggiunge- troverei criticabile che, come è stato annunciato, Raffaele Cantone partecipasse allo spettacolino ‘riequilibratore’ del giorno dopo. Se lo facciano da soli”.

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  • Mafia: Salvo Riina, amo mio padre, non tocca a me giudicareANSA/CLAUDIO PERI
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