Cronaca Italia

Sampdoriani insultano i napoletani: migranti contro la patria d’origine

Maurizio de Giovanni, insulti razzisti sulla chat di Facebook: "Coleroso di m…."

Maurizio de Giovanni, insulti razzisti sulla chat di Facebook: “Coleroso di m….”

GENOVA – Insulti razzisti di un tifoso della Sampdoria contro un tifoso del Napoli, il livello dello scontro qualifica. Maurizio De Giovanni è uno scrittore di successo. La serie tv in onda proprio quest’anno su Rai 1 ,I Bastardi di Pizzofalcone, Alessandro Gassman protagonista, è basata su un suo romanzo.

De Giovanni pubblica i suoi libri a Torino, presso Einaudi, ma è napoletano e tifa per la sua squadra del cuore. Ha però commesso un errore, si è sentito insultato dai cori razzisti dei tifosi della Sampdoria in occasione della partita Sampdoria-Napoli (2-4) e ha espresso la sua indignazione. Indignarsi serve a poco. In questo caso ha provocato la reazione di un sampdoriano col nome di Matteo Pitzus che definisce i napoletani “colerosi di merda”. 
Prima che ci sia qualche confusione etnica, è bene ricordare che la maggior parte dei sampdoriani non sono genovesi. A parte qualche ex nobile o ricco di periferia, i sampdoriani hanno come base etnica Sampdierdarena, che è oltre il fu monte di San Benigno e gli ex paesi della costa o dell’immediato entroterra, inglobati da Mussolini nella Grande Genova, traformati alla fine dell’800 nella culla dell’industria italiana. Lì abitavano le masse di operai immigrati dal Basso Piemonte e dalle zone più povere del Meridione. Lo stesso nome Pitzus, se vero, sa tanto di origini sarde, colonia molto numerosa nella ex classe operaia della periferia genovese. I genoani chiamano “lebbrosi” i sampdoriani.
A giudicare da quanto riferisce De Giovanni e Il Mattino diffonde, siamo alla storia dell’ asino che disse cornuto al bue. Scrive Gennaro Morra
“ancora non si spengono le polemiche per i cori razzisti piovuti dagli spalti di Marassi durante la gara. Senza dimostrare nemmeno tanta fantasia, i “tifosi” doriani si sono cimentati nel solito canto con cui si invita il Vesuvio a lavare i napoletani col fuoco. Ovviamente, nell’immediato post-partita, e ancora nella giornata di lunedì, molti erano stati i commenti di condanna per l’ennesimo episodio di razzismo contro la città di Napoli e i suoi abitanti. Lo scrittore Maurizio de Giovanni in un post pubblicato sul suo profilo Facebook aveva definito ognuno degli autori di quei cori ‘imbecille, idiota, ottuso, brutale, ignorante vigliacco. Che come tutti i grandi vigliacchi, indegni di un qualsiasi contesto sociale umano, si nasconde nella massa dando il peggio di sé’.
La replica blucerchiata non si è fatta attendere
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