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San Filippo Neri, 26 maggio è festa del papà degli oratori

ROMA – Oggi, 26 maggio, si festeggia San Filippo Neri, il papà degli oratori. Al secolo Filippo Romolo Neri, nacque a Firenze il 21 luglio 1515 da Francesco Neri e di Lucrezia da Mosciano. Ma trascorse gran parte della sua vita a Roma, dove morì il 26 maggio del 1595.

Qui decise di dedicarsi alla propria missione evangelica in una città corrotta e pericolosa, tanto da ricevere l’appellativo di “secondo apostolo di Roma” e dedicò tempo e attenzioni ai ragazzi di strada della Roma del Cinquecento sfamandoli, facendoli giocare, assicurando loro un minimo di istruzione e curando la loro crescita religiosa.

Riportiamo un’agiografia dal sito di Famiglia Cristiana:

Una delle poche testimonianze che ci sono giunte è quella della sorella Elisabetta che lo descrive di carattere allegro e altruista, tanto da essere soprannominato “Pippo il buono”, ma non particolarmente devoto alla Chiesa. Negli anni della fanciullezza frequentò il convento di San Marco nel quale venne a contatto con la spiritualità del Savonarola, ancora viva negli anni della crisi politica della repubblica e dell’assedio di Firenze (1527-1530). Filippo lasciò la città all’età di 18 anni per recarsi a lavorare in Campania presso un parente. A Firenze non sarebbe più tornato. Ma ben presto scelse un’altra destinazione: Roma. Nella città del Papa Filippo giunse all’età di vent’anni e qui rimase fino alla morte.

Filippo Neri conobbe una città corrotta e pericolosa, sì, ma anche nel pieno di profondi mutamenti, soprattutto religiosi e spirituali. Sono gli anni della Controriforma, o Riforma cattolica, che ha il suo momento più noto nel Concilio di Trento. Nel campo della cultura sono gli anni del Rinascimento e del suo tramonto e i tempi della nascita del Barocco. Nel suo primo periodo romano, Filippo Neri, si impegnò come precettore in casa di un uomo d’affari fiorentino, frequentò corsi di teologia e filosofia all’Università La Sapienza, e si recò in continuo pellegrinaggio nei luoghi frequentati dai primi cristiani, come le catacombe o le antiche basiliche. Nel suo cuore si fece spazio un’esperienza spirituale e mistica che maturò anche a contatto con i movimenti spirituali che animavano la vita religiosa della città in quel tempo.

Nel 1548 collaborò con il suo confessore, Persiano Rosa, alla fondazione della Confraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini e dei convalescenti, che avrebbe avuto un importante ruolo nell’assistenza ai poveri pellegrini, in particolare negli anni Santi del 1550 e del 1575. Nel maggio 1551 fu consacrato sacerdote ed entrò a far parte della comunità dei preti della chiesa di San Girolamo della Carità, in pieno centro della città. Qui Filippo iniziò un’esperienza pastorale significativa, che lo vide impegnato con le classi meno abbienti della città nella direzione spirituale, nella confessione e nella spiegazione delle Sante Scritture. Radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e giocando senza distinzioni tra maschi e femmine, in quello che sarebbe, in seguito, divenuto l’Oratorio, sviluppatosi attorno alla Chiesa di Santa Maria della Vallicella, detta Chiesa Nuova per gli importanti restauri voluti proprio dal Neri. Per il suo carattere burlone, fu anche chiamato il «santo della gioia» o il «giullare di Dio» Negli anni successivi quell’esperienza fu approvata da papa Gregorio XIII nel 1575.

Alla sua vita e al suo insegnamento sono ispirati State buoni se potete, film del 1983 di Luigi Magni, un omonimo album del cantautore Angelo Branduardi, colonna sonora di detto film, e uno sceneggiato televisivo del 2010, Preferisco il Paradiso, di Giacomo Campiotti e interpretato da Gigi Proietti.