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Sandro Bellini scomparso: arrestato ucraino per omicidio

TERNI – Potrebbe esserci un delitto passionale dietro il giallo della scomparsa di Sandro Bellini, il 53enne di Terni di cui si erano perse le tracce dal 18 maggio scorso. La sua auto incendiata fu ritrovata nei boschi di Marmore ma di lui nessuna traccia. Sabato 28 maggio i carabinieri su disposizione del gip hanno arrestato un 44enne muratore ucraino, Andriy Halan, convivente di una donna con la quale la vittima si frequentava. Il muratore è accusato di omicidio volontario, incendio aggravato e occultamento di cadavere

Il corpo di Bellini è stato nel frattempo individuato e recuperato, domenica mattina, dal nucleo dei sommozzatori dei carabinieri provenienti da Genova che da giorni scandagliavano il fiume Velino, a poca distanza dal luogo del ritrovamento dell’auto: nelle ultime ore era stato scoperto anche un telefono cellulare che apparterrebbe al 53enne.

Sul luogo – hanno riferito gli inquirenti – Bellini è arrivato presumibilmente senza vita dopo essere stato ucciso nei pressi della sua abitazione in via Rosselli, ma sono ancora in fase di ricostruzione i dettagli relativi sia al luogo che alle modalità dell’omicidio, che sarebbe comunque avvenuto per motivi passionali.

Il copioso sangue ritrovato su alcuni indumenti (una maglia in particolare) scoperti dai carabinieri in un secchio dell’immondizia a casa di Halan (in via Castello) e nel quale i Ris di Roma hanno trovato profili genetici riconducibili sia al presunto assassino che alla vittima, farebbero propendere gli investigatori per l’ipotesi di una morte dovuta forse ad un accoltellamento che ha reciso la vena giugulare.

Ulteriori e più precisi elementi emergeranno dall’autopsia sul corpo del 53enne che dovrebbe svolgersi lunedì. Le indagini, sottolineano il procuratore capo Alberto Liguori e il comandante provinciale dell’Arma Giovanni Capasso, hanno coniugato tecniche di investigazione moderne e scientifiche con quelle più tradizionali. Già nel giorno della scomparsa, e poi in quello successivo, sul luogo del ritrovamento dell’auto hanno in particolare lavorato i cani molecolari che hanno trovato tracce del sospettato anche nei pressi del fiume.

“Da lì – ha detto ancora il colonnello Capasso – è iniziata un’attività di riscontro, anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici, per ricostruire la vicenda e verificare la localizzazione e la genuinità delle testimonianze dei vari protagonisti, smontando gli alibi prospettati”.