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Sanremo, licenziato il vigile che timbrava in mutande

Il vigile che timbrava il cartellino in mutande, simbolo dell'assenteismo al Comune di Sanremo, è stato licenziato insieme ad altre 3 persone indagate

SANREMO – Timbrava il cartellino in mutande al Comune di Sanremo e, secondo le accuse, invece che a lavorare tornava a farsi i fatti suoi. Il vigileAlberto Muraglia, 53 anni, è stato licenziato dal Comune insieme ad altre 3 persone coinvolte nell’inchiesta Stakanov della Procura di Sanremo. Inchiesta che ha portato al licenziamento di dipendenti pubblici accusati di essere assenteisti.

Dopo il licenziamento di due messi notificatori e due operai specializzati, il 23 gennaio anche il vigile diventato il simbolo dell’assenteismo in Comune è stato licenziato. Ma la lista è probabilmente destinata a allungarsi e l’ufficio procedimenti disciplinari del Comune di Sanremo sarà chiamato a un super lavoro, viste le oltre 200 posizioni da esaminare e le relative audizioni.

Il vigile Alberto Muraglia, 53 anni, è uno dei 35 dipendenti del comune di Sanremo che, conclusa l’indagine, venne arrestato e messo ai domiciliari. La misura, revocata qualche giorno fa, era stata sostituita dalla interdizione ai pubblici uffici per 10 mesi. Ma per il vigile non era ancora finita: qualche giorno fa ha scoperto di esser sotto inchiesta da parte della procura di Imperia anche per il reato di falso ideologico, per avere comminato multe fuori dall’orario di servizio.

Accertamenti sono in corso anche sul fatto che il figlio di Muraglia, nel periodo di poco antecedente all’indagine sull’assenteismo, lavorava per una ditta che si occupava di effettuare rimozioni forzate per il Comune. Al vaglio ci sono decine di contravvenzioni, scrive il Secolo XIX:

“Finanza e Procura gli contestano di essersi allontanato senza timbrare almeno sei volte e in ulteriori ventidue occasioni di aver affidato l’incombenza ad altri (moglie e figlia). «Mi è capitato di smontare dal servizio, arrivare a casa e accorgermi di aver dimenticato di strisciare il badge. Per evitare di rivestirmi, sono sceso anche in pigiama», si era giustificato nei giorni caldi dopo il blitz. Ma con il passare delle settimane la sua posizione si è aggravata, finendo pure in un’indagine parallela per falso ideologico.

Sospetti legati a decine di multe per divieto di sosta prese poco prima dell’effettiva entrata in servizio, nel quadro delle rimozioni legate al mercato ambulante bisettimanale. E dire che prima di diventare – nell’immaginario collettivo – «il vigile in mutande», è stato per una ventina d’anni marinaio-cuoco degli ex reali del Belgio. Uomo di fiducia in «missione» sull’Alpa, lo yacht a motore di 26 metri sul quale Alberto II e Paola Ruffo di Calabria trascorrevano fino al 2013 le vacanze estive in crociera, mollando gli ormeggi da Portosole”.


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