Cronaca Italia

Sanremo: nastri arcobaleno, chi li ha portati e chi protesta

Sanremo: nastri arcobaleno, chi li ha portati e chi protesta

Sanremo: nastri arcobaleno, chi li ha portati e chi protesta

ROMA – E’ stata la cantante Noemi a portare i nastri arcobaleno che abbiamo visto addosso o al microfono di molti cantanti a Sanremo. La protesta dei nastri colorati, una protesta pacifica per i diritti degli omosessuali, nasce quindi dalla cantante che ha voluto sensibilizzare i colleghi e gli spettatori sul tema delle unioni civili in discussione in Parlamento proprio in questi giorni. Spiega La Stampa:

La prima sera cinque cantanti su dieci hanno portato sul palco un simbolo arcobaleno, accogliendo l’appello lanciato in Rete poco prima dell’inizio del Festival. Noemi, Enrico Ruggeri e Irene Fornaciari hanno appeso il fiocco colorato al microfono, Sergio Carnevale l’ha infilato nel taschino. Arisa, invece, l’ha legato al polso. Ma gli altri artisti in gara perché non l’hanno indossato? Sembra che si sia trattato solo di una mancanza di informazioni. A portare i fiocchi dietro le quinte sarebbe stato lo staff di Noemi. Non tutti i “campioni”, però, sarebbero stati informati dell’iniziativa. Enrico Ruggeri ha spiegato: «Gli altri non l’hanno indossato perché non ne erano a conoscenza. Anche io l’ho scoperto all’ultimo».

Ma l’idea non è piaciuta a tutti:

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La protesta più silenziosa, alla fine si è rivelata quella più rumorosa: l’hashtag sta spopolando, tutti ne parlano e immancabilmente arrivano anche le polemiche. Massimo Gandolfini, uno dei promotori del Family Day, che aveva scritto alla Rai per chiedere che l’esibizione di Elton John non si trasformasse in un «comizio a favore dell’omogenitorialità» si lamenta anche solo del fatto che la rockstar, sposata con David Furnih con due figli da madre surrogata, abbia dichiarato di essere felice di essere papà: «Nonostante avessimo chiesto, prima dell’inizio del Festival, di non prendere posizioni di parte rispetto alle unioni civili, ci sono state subdole dichiarazioni e battute inaccettabili. La tv pubblica – ha aggiunto – non deve schierarsi e, se lo vuole fare, lo faccia almeno dal lato della tradizione, soprattutto a Sanremo». E il senatore Maurizio Gasparri (FI) ha twittato: «Dopo i nastri arcobaleno a Sanremo, si mostri il tricolore per il giorno del ricordo! #tricoloreasanremo #10febbraio», riferendosi alla ricorrenza con cui si ricordano le vittime delle foibe.

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