Blitz quotidiano
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Sara Bosco, gli ultimi istanti: senza vestiti, era viola…

ROMA – Sara Bosco è morta a 16 anni dopo un’iniezione letale. Era tossicodipendente, si era curata, ma poi era scappata da casa e dalla comunità di recupero e aveva ripreso a farsi. Vagava per Roma, lei di Santa Severa, e dormiva in strada, nascosta nei parcheggi dei palazzi o, peggio, in un padiglione del Forlanini. Questa storia di cronaca ha infatti portato alla luce un particolare: da chissà quanto tempo immigrati e tossicodipendenti dormono e bivaccano in un’ala non molto frequentata, ma non del tutto abbandonata, di un ospedale romano, per altro neanche periferico.

Sara Bosco è morta lì, tra sporcizia, siringhe, detriti, rifiuti, su un materasso lercio buttato per terra. L’ha trovata la madre: su un materasso, solo mutande e reggiseno addosso. La madre che per riacciuffarla si era rivolta più volte a Chi l’ha visto? e che aveva avuto indicazione da uno spacciatore che la figlia aveva l’abitudine di dormire lì. Ma era troppo tardi. Ecco il racconto di questa mamma alla trasmissione:

“Era semi su un materasso. Abbiamo chiesto aiuto ad un’ambulanza, ci hanno detto di chiamare il 118. Io ex tossicodipendente? Tutto falso… Sara era diventata viola. Dalla bocca le usciva del muco che io toglievo con le mani. Ma Sara ormai non c’era più. Ero rimasta sola. Credetemi, è la cosa più brutta del mondo cercare di rianimare tua figlia e poi vedere che se la portano via dentro un sacco nero”.

Dopo averla cercata al Pigneto, dove la ragazza era scappata più volte, Katia ha incontrato un pusher che le ha detto dove trovarla: “Mi ha detto che era in una stanzetta del Forlanini, una stanzetta che conoscevo perché qualche volta mi è capitato di dormire lì quando cercavo Sara. L’ho trovata su una barella, con addosso un lenzuolo, mutandine e reggiseno. Un ragazzo è sceso giù ed è andato a chieder aiuto ad un’ambulanza, visto che eravamo in un ospedale, ma ci hanno detto che dovevamo chiamare il 118. Ho chiamato il 118 e mi hanno dato istruzioni su come rianimarla. Dopo un po’ è arrivato il 118, le hanno controllato i battiti. I ragazzi che erano con lei se ne erano già andati via”.

Sulla sua presunta tossicodipendenza dice alla Sciarelli in studio: “Fatemi le analisi anche adesso, io sono pulita. Mia madre è morta di overdose, mio zio è morto di overdose, io so la droga cos’è”. La redazione del programma sa che la madre non si era mai arresa, che chiamava tutti i giorni per essere aiutata nelle ricerche ogni volta che la ragazza andava via di casa. Per due volte, grazie anche alla troupe di ‘Chi l’ha visto’, Sara è stata trovata e riportata dalla mamma; ma è fuggita ancora, l’ultima volta da una comunità di recupero di Perugia. L’ultima volta però nessun appello: “L’ho fatto per paura. Mi avevano detto di non andare più in televisione perché così avrei solo messo mia figlia… buttata al pubblico davanti a tutti. E invece intanto è stato fatto lo stesso no? Trovandola in quella maniera…”