Blitz quotidiano
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Sara Di Pietrantonio chiede aiuto, non si fermano: arsa viva

ROMA – Sono da poco passate le 3 di notte di sabato, siamo in un’area destinata a parcheggio di via della Magliana, estrema periferia sud di Roma, oltre il Raccordo Anulare. Sara Di Pietrantonio ha da poco mandato il consueto sms del ritorno alla mamma: “Sto tornando a casa”. Nel codice tra madre e figlia significa che Sara, 22 anni studentessa di Economia, è a circa 20 minuti da casa. Ma Sara non torna.

C’è Vincenzo Paduano, l’ex fidanzato con cui da poco ha chiuso definitivamente una storia tormentata, che la segue. Lei non lo sa, ma Vincenzo quella sera, sabato sera, l’ha seguita nei suoi spostamenti. Una serata al pub con un’amica e un ex compagno di scuola con cui da qualche settimana è nato qualcosa di più. E’ Sara a riportarlo a casa e Vincenzo lo sa che quel ragazzo è più che un amico e infatti va sotto casa di lui allontanandosi dal suo lavoro notturno, la guardia giurata. Sara, dopo i saluti, riparte con la macchina, una Toyota Aygo della mamma, deve tornare a casa è tardi. A quel punto Vincenzo la segue, sa il percorso. Accelera e Sara lo riconosce e lo teme. Accelera anche lei ma lui la sperona e la costringe a fermarsi.

Vincenzo sale nella macchina di Sara, immaginiamo un confronto breve e concitato, anche perché Vincenzo ha con sé una bottiglia di liquido infiammabile. Forse alcol, una banale bottiglia di alcol. E un accendino. Vincenzo deve essere molto alterato, una furia, e comincia a buttare il liquido nella macchina e addosso a Sara. Lei grida, riesce a uscire da quella macchina che può trasformarsi in inferno. La vedono persino delle telecamere di sorveglianza di un ristorante. La immaginiamo correre, passano due macchine. Lei fa dei gesti ma quelli non si fermano. Diranno poi che non avevano capito, che hanno tirato dritto perché non pensavano che fosse in pericolo. Fatto sta che Sara a quel punto è sola, impaurita, urla ed è tallonata da Vincenzo, fa di corsa circa 200 metri, ma lui la raggiunge e la blocca. Le butta l’alcol addosso e le dà fuoco. E’ questa la dinamica della morte di Sara, morta da sola di una morte atroce. Non strangolata, non stordita, ma arsa viva, un supplizio medievale inflitto a questa giovane ragazza che aveva detto “no” a quell’ex fidanzato. Arrivano i vigili, la Toyota brucia a sua volta, così come il povero corpo di Sara poco distante. Vincenzo invece si è allontanato, è andato a lavorare per non destare sospetti.

Sarà la mamma a riconoscere il corpo straziato della figlia: era uscita per cercarla insieme al fratello, Sara non tardava mai dopo il solito sms.

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