Cronaca Italia

Sara Di Pietrantonio, fidanzato incastrato fa Facebook: non è stato un raptus

Sara Di Pietrantonio

Sara Di Pietrantonio

ROMA – L’ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio, Vincenzo Paduano, alle 2 e 27 del 29 maggio, due ore prima dell’omicidio, su Facebook scriveva: “Quando il marcio è radicato nel profondo. Ci vuole una rivoluzione, tabula rasa, diluvio universale”. Dopo due ore l’omicidio. Non un raptus quindi, sostiene l’accusa. Ma un piano lucido e ben organizzato.

Sara in piena notte viene seguita dall’auto dell’ex fidanzato. Con manovre spericolare Vincenzo Paduano costringe l’ex ragazza a fermarsi in via della Magliana. Qui. nel giro di pochi minuti, Sara viene aggredita, strozzata e in fin di vita trascinata per qualche metro e poi data alle fiamme dopo essere stata cosparsa dall’alcol contenuto in una tanica. “L’omicida, Vincenzo Paduano, fino a qualche giorno prima il suo insperabile fidanzato, ha agito con premeditazione, pianificando il delitto” dice ora il pm citando le frasi su Facebook. Oltre all’omicidio premeditato Vincenzo Paduano è accusato di stalking, incendio e distruzione di cadavere. E rischia l’ergastolo.

Come ricostruisce il Corriere della Sera, tra Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano non si può parlare di un “rapporto normale fino a metà del 2015. Poi Sara osa dare un bacio al suo ex che festeggia il compleanno e da allora in poi, ricostruisce la Procura, «il controllo di Vincenzo su Sara aumenta in modo esponenziale nel tempo assieme al sentimento di gelosia» che si sposta dall’ex fidanzato al nuovo ragazzo di lei. Vincenzo la strattona di fronte agli amici per farla salire in macchina, le dà una sberla davanti a tutti”.

Lei scriveva su Facebook: “Perché vuoi uccidermi?”. E lui: “Servirebbe a qualcosa?”.

Un giorno, dopo le insistenze via WhatsApp per incontrarla Sara gli risponde: «Ho paura di te dopo quello che mi hai fatto! Ma sono convinta che tu mi debba delle scuse. Sì, ti voglio vedere, voglio sentire cosa devi dirmi…». Pur di vederla Vince prova a mediare: «Pensavo che se davvero hai paura, un luogo affollato dovrebbe farti stare tranquilla». E lei, che quando è con gli altri si rende conto dei rischi che corre, con lui fa l’errore di credere al suo tono rassicurante. Gli dice: «Non ho paura che tu mi uccida! Ho paura di come puoi comportarti e del fatto che martedì ho l’esame di diritto». Scrive il pm Maria Gabriella Fazi: «La ragazza cercava in ogni modo di tranquillizzarlo e assecondare le sue continue richieste».

To Top