Cronaca Italia

Sara El Omri, uccisa dal marito: col divorzio perdeva permesso di soggiorno

Sara El Omri, uccisa dal marito: col divorzio perdeva permesso di soggiorno

Sara El Omri, uccisa dal marito: col divorzio perdeva permesso di soggiorno

ROMA – Ha sposato l’uomo che l’ha uccisa. E lo ha fatto in qualche modo per salvarlo, per fargli avere un permesso di soggiorno. In cambio del matrimonio di convenienza lei ha ottenuto un compagno che aveva un’altra fidanzata bambina con cui girava per l’Europa e una coltellata al petto che ne ha causato la morte.

E’ la tremenda storia di Sara El Omri, 19 anni, disabile, di Alzano Lombardo con origini marocchine. Per il suo omicidio, avvenuto al Albino, sono stati fermati suo marito Amine El Ghazzali, 25 anni, marocchino e la sua nuova compagna, una ragazzina di 16 anni incinta di sei mesi. Gli investigatori cercano di ricostruire l’accaduto, indagano tutti e due ma il sospetto forte è che a uccidere Sara sia stato solo il marito, mentre la sedicenne rimaneva in disparte. Poi i due sono fuggiti ma sono stati presi quasi subito: lui nascosto dietro il telo di un furgone, lei raggiunta su una pista ciclabile.

Ma è la storia di Sara ad angosciare. A cominciare da quel matrimonio combinato con Ghazzali. Uno, racconta Maddalena Berbenni per il Corriere della Sera, con due profili Facebook che molto fanno capire della sua vita:

Il primo si ferma all’8 settembre 2013 ed è quello con il quale «aggancia» la sua futura sposa. Nell’altro, la foto più recente risale a lunedì. Il ragazzotto in primo piano, occhiali da sole e smorfia da bullo, e sullo sfondo il parco del Serio, l’ultimo rifugio. Ecco. Per capire i contorni del delitto di Albino basta scorrere i diari virtuali del presunto assassino. Il ragazzo, 25 anni, marocchino, è accusato di avere ucciso a coltellate (24 sferrate con una lama lunga due spanne) la moglie Sara El Omri, 19 anni, disabile, dalla quale voleva il divorzio.

Proprio la separazione e la conseguente perdita del permesso di soggiorno avrebbe scatenato la mano omicida dell’uomo. Che però nulla ha fatto per salvare neppure l’apparenza del matrimonio:

Messaggi alla 16enne, che in Facebook porta il cognome El Ghazzali, come se fosse lei la moglie, compaiono già sul primo profilo, quando ancora le nozze non sono state celebrate. La seconda bacheca è tutta per lei. Post, canzoni, citazioni. A Natale 2013 già posano abbracciati e innamorati. A luglio 2014, il selfie a bordo piscina. A ottobre, la foto in piazza Duomo coi piccioni. Poi quelle dei loro giri in mezza Europa: Kosovo (il Paese di origine del padre della 16enne), Germania, Svezia. Tutto pubblicato. Tutto alla luce del sole, mentre Sara, la sposa vera, era invisibile

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