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Sarno, gioco finito male: uomo in ospedale per una bottiglia

SARNO (SALERNO) –  Gioco erotico finisce male: e un uomo di 51 anni, padre di famiglia, finisce in ospedale con una bottiglia dell’ano e dovrà essere operato. 

Momenti di imbarazzo per una famiglia di Sarno (Salerno). Venerdì sera l’uomo è andato all’ospedale “Martiri del Villa Malta” di Sarno insieme alla moglie e ai figli. Lamentava fortissimi dolori alla pancia.

Quando il medico di turno lo ha visitato lo ha sottoposto ad alcuni accertamenti ed esami, e dalla tac è emerso che il paziente aveva una piccola bottiglia, come quelle dei succhi di frutta, incastrata nel retto.

A quel punto la coppia ha spiegato ai medici l’accaduto, e i figli se ne sono andati imbarazzati. L’uomo è stato invece portato dal chirurgo di turno all’Umberto I di Nocera Inferiore per una consulenza gastrenterologica e per una rettoscopia per cercare di capire l’esatta posizione del corpo estraneo in modo da procedere alla rimozione attraverso un intervento chirurgico.

La vicenda è raccontata da Rossella Liguori sul Messaggero: 

Il gioco erotico finisce al pronto soccorso: uomo arriva in ospedale con una bottiglia infilata nell’ano. Ieri sera al “Martiri del Villa Malta” è arrivato un uomo, 51 anni, originario di Sarno, ma residente in un altro paese, accompagnato dalla moglie e dai figli, lamentando forti dolori addominali. Visitato dal medico di turno è stato immediatamente sottoposto ad ulteriori esami ed accertamenti. Dalla tac la scoperta: una bottiglia, presumibilmente di quelle contenenti succo di frutta, incastrata nel retto. La coppia non ha potuto fare altro che spiegare l’accaduto. Un gioco erotico estremo, una intimità sfuggita di mano. A quel punto i figli, imbarazzati, sono andati via dal nosocomio. L’uomo è stato poi condotto dal chirurgo di turno all’Umberto I di Nocera Inferiore per una consulenza gastrenterologica e per una rettoscopia a cercare di capire l’esatta posizione del corpo estraneo per procedere alla rimozione attraverso un intervento chirurgico.


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