Cronaca Italia

Savona, al festival letterario applausi di carta: il rumore disturba una turista

Savona, al festival letterario applausi di carta: il rumore disturba una turista

Savona, al festival letterario applausi di carta: il rumore disturba una turista

SAVONA – Niente applausi al festival letterario “Parole ubikate in mare”, organizzato dalla libreria Ubik di Savona. Alla kermesse estiva che si svolge tra Celle Ligure, Albissola Marina e Savona si applaude coi cartelli, con su scritto “Applausi” appunto. Tutta colpa di una turista milanese, indispettita dal rumore dei troppi battimano, che ha sporto denuncia per disturbo della quiete pubblica.

Così grandi nomi del giornalismo come Federico Rampini e Ferruccio De Bortoli, del teatro come Lella Costa e scrittrici come Sveva Casati Modigliani, hanno dovuto accontentarsi di silenziosi applausi di carta. Per evitare che l’appuntamento letterario, tra i più seguiti dell’Estate, fosse costretto a chiudere.

Lo racconta Denise Giusto sul quotidiano La Stampa:

Ogni estate il festival letterario (gratuito) registra 12 mila presenze, tra Celle Ligure, Albissola Marina e Savona. Ormai da un paio di anni, però, proprio nella cittadina rinomata per la ceramica che nel 2007 ha visto il suo esordio, la rassegna incontra le resistenze di una signora milanese.

Che soggiorna nel palazzo affacciato su piazza della Concordia, teatro delle interviste realizzate dalla direttrice artistica Renata Barberis. «All’inizio si limitava a disturbare alzando al massimo il volume del televisore, distraendo il pubblico -spiega Renata Barberis- Finché, due anni fa, è arrivata la denuncia».

Denuncia che ha portato a una perizia del tribunale, dimostrando come nell’appartamento della turista il livello minimo sonoro previsto per legge venisse oltrepassato proprio nel momento degli applausi.

«La verifica è stata fatta l’estate scorsa, durante la serata in cui era ospite Federico Rampini», aggiunge il titolare della libreria Ubik di Savona, Stefano Milano. «Da quel giorno, abbiamo cercato di aprire un dialogo con la signora, a cui non intendiamo fare assolutamente un “processo”. Se mai, crediamo che debbano essere riviste le norme».

 

 

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