Cronaca Italia

Scanzano Jonico, bagnanti insorgono contro i nudisti: “Stop al degrado”

Scanzano Jonico, bagnanti insorgono contro i nudisti: "Stop al degrado"

Scanzano Jonico, bagnanti insorgono contro i nudisti: “Stop al degrado”

MATERA – Una vera e propria rivolta quella intrapresa dai bagnanti di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, nei confronti dei nudisti in spiaggia. Armati di cartelloni, in molti hanno protestato all’ingresso che porta alla spiaggia di Terzo Cavone, dove si pratica il nudismo. Al grido di “Stop al degrado, no al nudismo”, i bagnanti sono insorti contro coloro che scelgono i loro lidi per godere del sole completamente privi dei vestiti e hanno invocato l’aiuto del prefetto.

Filippo Mele su La Gazzetta del Mezzogiorno scrive che da anni i nudisti popolano la spiaggia e le denunce per atti osceni in luogo pubblico non hanno portato ad alcun risultato nell’arginare il fenomeno:

“Ma andiamo con ordine. «La storia di uomini e donne n**i sulla battigia – ha detto Annamaria Padula – dura da anni. Già in passato alcune persone sono state denunciate dalla Polizia per atti osceni in luogo pubblico ma invano. L’estate scorsa mi sono rivolta al sindaco Raffaele Ripoli che aveva promesso il suo interessamento. Ma l’esposizione integrale del proprio corpo continua. Una volta mi permisi di chiedere ad uno dei nudisti se non provasse disagio di fronte a famiglie e bambini. E lui mi ha rispose che era in una spiaggia dedicata. La cosa non è vera. Non c’è un cartello indicatore né idonee recinzioni. Ma sa perché mi batto per la libera frequenza dell’arenile, anche dei tratti meno frequentati? Perché ho un bambino disabile iperattivo. Potrei andare in altri lidi ma mio figlio potrebbe dar fastidio agli altri. Io chiedo lo stesso rispetto. Intervenga il prefetto».

E Rocco Corsano, noto agente di vip e collaboratore di molti programmi Rai, ha aggiunto: «Domenica scorsa ero sulla spiaggia quando ho visto due gay n**i entrare nell’acqua e fare s***o davanti a tutti incuranti dei presenti. Una signora si è messa le mani nei capelli. Una vergogna. La cosa che dà più fastidio è che questa gente con i peni ed i sederi in libertà è incurante di tutto e si comporta come se nulla fosse. No, non è più possibile tollerare. Ci sono famiglie e bambini. Chiedo alle istituzioni di intervenire. Mandassero agenti in borghese, mettessero dei cartelli, ma facessero qualcosa».

Il prefetto Antonella Bellomo, a cui i bagnanti si rivolgono, ha commentato:

“«Compatibilmente con le varie esigenze di sicurezza del territorio del Metapontino interverremo per far per rispettare la legalità. Capisco il disagio delle persone. Carabinieri ed altre forze dell’ordine, compresa la Capitaneria di porto, sanno della situazione e tenteranno di reprimere ciò che è illecito»”.

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