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Scontro treni Puglia, il giallo del cambio treno. Ma la Procura nega

BARI – Si infittisce il giallo sul presunto cambio di treno che potrebbe essere all’origine dello schianto ferroviario in Puglia. Secondo quanto risulta alla Procura di Trani non ci sarebbe stato alcun trasbordo di passeggeri alla stazione di Andria. Secondo alcuni familiari delle vittime, i passeggeri ad Andria sarebbero stati fatti scendere da un treno fermo al binario per salire su un secondo convoglio in ritardo, poi partito dal binario 2 e successivamente scontratosi con quello proveniente da Corato. Di qui l’ipotesi che il via libera si sarebbe basato sul primo treno e sull’orario di partenza di questo, che però non è più partito.

La Procura di Trani, che ha aperto un fascicolo di indagine sul disastro ferroviario, al momento nega un eventuale scambio. Sulla circostanza gli investigatori svolgeranno comunque accertamenti. A parlarne dinanzi ai cronisti erano state Antonia e Daniela, moglie e figlia di Enrico Castellano, una delle 23 vittime dell’incidente, riportando la voce di alcuni dei sopravvissuti.

Secondo l’Ansa, la circostanza del cambio treno sarebbe stata confermata anche da altri familiari dei sopravvissuti che però al momento chiedono di rimanere anonimi. Uno di loro ha però telefonato ad una superstite che gli ha confermato di essere scesa e salita su un altro treno. Anche lei al momento vuole restare anonima.

Secondo i parenti la causa dell’incidente potrebbe risiedere proprio in questo. “La comunicazione tra i capistazione per il via libera – ipotizzano – si sarebbe basata sul primo treno e sull’orario di partenza di questo, che però non è più partito. E non sul secondo convoglio che invece è partito in ritardo rispetto al primo”.

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