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Scuola, in Lombardia arriva lo sportello “anti-gender”

MILANO – Sarà la onlus Age, Associazione italiana genitori, che gestirà lo ‘sportello famiglia’ della Regione Lombardia che sarà avviato “già a settembre” come annunciato in una nota dall’asre regionale alle Culture Cristina Cappellini. Il servizio “costituirà anche un valido strumento di contrasto all’ideologia gender”, ha affermato l’asre.

Più in generale lo sportello, criticato nei mesi scorsi dalle opposizioni per la sua funzione ‘anti-gender’, servirà “a fronteggiare – ha aggiunto Cappellini – eventuali casi di forme di disagio nel percorso educativo degli alunni, avendo come stella polare i valori non negoziabili della famiglia naturale e della tutela della libertà educativa in campo alla famiglia stessa”.

L’asre ha concluso che “viste le ambiguità che permangono in merito alle linee guida del Miur, il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, sull’applicazione dell’articolo 1, comma 16, della legge cosiddetta Buona scuola, finalizzate all’attivazione di percorsi educativi di lotta alla ‘discriminazione per orientamento di genere’, ritengo sia molto positivo avere già a disposizione un servizio ad hoc volto al sostegno delle famiglie con minori e alla tutela della loro crescita educativa e culturale”.

E a Trieste la nuova Giunta comunale di centrodestra, guidata dal sindaco Roberto Dipiazza, ha deciso il ritiro immediato dalle scuole materne del progetto “Pari o dispari? Il gioco del rispetto”, promosso dalla precedente amministrazione di centrosinistra per la parità tra i sessi e accusato di adesione alla ‘teoria del gender’.

Per Dipiazza “i bambini sono sacri, devono poter giocare liberamente ed avere garantita un’infanzia serena”. Gli asri all’Educazione Angela Brandi e alle Pari Opportunità Serena Tonel, hanno sottolineato che “oltre alle numerose proteste per questa sperimentazione, arrivate da parte di tanti genitori che hanno fortemente contestato sia l’opportunità che il metodo, questo progetto sperimentale è costato oltre 8.000 euro, e su un totale di 29 scuole appena cinque lo hanno attivato”.