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Scuola, premi ai prof un caos: nessuno ha deciso i criteri

ROMA – Scuola, premi ai prof: nessuno ha deciso i criteri. E’ una delle battaglie cruciali che sindacati e insegnanti conducono nella guerra contro la legge 107  della riforma di Renzi cosiddetta della “Buona Scuola”. I premi destinati agli insegnanti più meritevoli.

Al netto delle agitazioni (è programmato uno sciopero generale il 23 maggio, il 5 e il 12 quelli promossi dai Cobas, anche contro il sistema Invalsi), la situazione bonus rischia di essere la prossima bomba nazionale. Quasi nessun istituto ha già definito i criteri di valutazione e i primi soldi sarebbero previsti per fine agosto.

I presidi invocano metodi condivisi per evitare lotte fratricide, puntano a soluzioni collegiali che rischiano però di aggravare la paralisi decisionale. C’è il rischio, fra l’altro, che gli esclusi e i riottosi possano essere incentivati piuttosto a fare il meno possibile visto che il premio non gli spetterà. Un caos totale si prepara.

Per ora, dove sono iniziate le procedure obbligate, si è riusciti al massimo a insediare il comitato di valutazione, due rappresentanti dei genitori, tre docenti votati in parte dal collegio docenti e in parte dal consiglio di istituto e un membro esterno, solitamente un ex preside. A testa, se l’operazione andrà in porto, i bravi insegnanti riceveranno qualche centinaio di euro di bonus, dipende da quanti verranno premiati. A ogni istituto spetta una cifra oscillante tra 20 e 24mila euro, dipende dalle dimensioni. La contrarietà del sindacato dei lavoratori della scuola (Snals) è totale

“Una delle misure più gravi e lesive – dice il leader Marco Paolo Nigi -, oltre alla chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, riguarda proprio il cosiddetto ‘bonus’. Questo dovrebbe valorizzare il merito dei docenti affidando il compito a un organo monocratico sulla base di criteri formulati da un organismo potenzialmente privo delle necessarie competenze tecnico/scientifiche e che, per di più, secondo il ministro, può operare come collegio imperfetto”.

Nella circolare il Miur precisa che le sedute del Comitato per la definizione dei criteri di attribuzione dei bonus sono valide con la presenza della sola maggioranza dei suoi componenti effettivamente nominati, mentre le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. Al Comitato – si legge nel provvedimento – “viene riservata la competenza di fissare i criteri per la valorizzazione della professionalità docente. Sarà il dirigente scolastico a individuare i destinatari del bonus sulla base dei criteri espressi dal Comitato nonché sulla base di una motivata valutazione”.

Oltre a sottolineare l’opportunità di un “coinvolgimento della comunità scolastica nel suo complesso”, la circolare ricorda che la legge 107 “finalizza il fondo alla valorizzazione del personale docente di ruolo delle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado” e che il fondo “dovrà essere utilizzato, non attraverso una generica distribuzione allargata a tutti e nemmeno, di converso, attraverso la destinazione a un numero troppo esiguo di docenti”.