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Scuola, prof di “potenziamento”? Latino al tecnico, stenodattilografia allo scientifico

GENOVA – La “Buona scuola”: scrivi ‘potenziamento’, leggi ‘esaurire le graduatorie’. All’insegna del “potenziamento”, infatti, la riforma firmata Matteo Renzi-Stefania Giannini aveva deciso, due anni fa, di prevedere che ogni scuola potesse fare richiesta di alcuni docenti in più, il cosiddetto organico di potenziamento, appunto, per migliorare il proprio insegnamento.

Il problema, sottolinea Francesco Margiocco sul Secolo XIX, è che alcuni istituti si sono ritrovati a richiedere professori che insegnassero certe materie, legate all’ambito dell’istituto (materie scientifiche al liceo scientifico, letterarie al classico, per esempio). Ma il risultato è stato ben diverso da quello auspicato, come hanno raccontato alcuni dirigenti scolastici (o presidi che dir si voglia) al cronista del quotidiano ligure.

Ne sa qualcosa Roberto Solinas, preside dell’istituto professionale Odero: «Per il potenziamento – racconta – ci è stato assegnato un insegnante di italiano e latino, di cui non avevamo assolutamente bisogno e che fra l’altro non è mai pervenuto. Abbiamo chiesto di poter chiamare al suo posto un supplente in materie tecnico-pratiche, matematica o elettronica. Ci hanno risposto che è impossibile. Possiamo sostituirlo solo con un altro insegnante di italiano e latino».

Alla fine, quindi, la scusa dell’organico di potenziamento è servita semplicemente per svuotare le graduatorie:

Le scuole hanno ricevuto gli insegnanti che erano a disposizione, e in molti casi si sono dovute accontentare: «Noi avevamo chiesto delle cattedre coerenti con una delle linee guida del nostro piano di miglioramento, vale a dire con il potenziamento matematico-scientifico», racconta il preside dell’istituto comprensivo Colombo, Paolo Cortigiani. E cosa ha ricevuto l’istituto Colombo? «Alle medie un insegnante di musica e due di educazione fisica, al liceo scientifico uno di scienze e uno di stenodattilografia». Cosa se ne farà il liceo scientifico di uno stenodattilografo? «Dovremo adeguarci e ri-progettare parte delle attività. Se la logica era esaurire le graduatorie e dare un posto ai precari, bene, lo capisco. Ma allora potevano risparmiarci tutta la fatica che abbiano fatto per preparare i rapporti di auto-valutazione e i piani di miglioramento».


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