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Scuole rifiutano bimbi non vaccinati in Toscana: “Non hanno documentazione”

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Scuole rifiutano bimbi non vaccinati in Toscana: “Non hanno documentazione”

LUCCA – Scuole rifiutano bimbi non vaccinati in Toscana: “Non hanno documentazione”. Il 15 settembre sono iniziate le scuole e due scuole materne hanno rifiutato l’ammissione a due bimbi che non erano stati vaccinati. Anche se la Regione Toscana aveva adottato una linea più morbida sulle vaccinazioni, le due scuole nella provincia di Lucca hanno scelto di applicare la normativa nazionale e ha impedito l’ingresso a scuola ai bimbi.

Gianni Parrini sul quotidiano Il Tirreno scrive che i due casi riguardano le scuole materne in Versilia e Lucchesia e i presidi difendono la loro scelta, sottolineando che le famiglie non hanno mai fornito né la documentazione necessaria all’ammissione, né l’autocertificazione:

“Il problema nasce dall’accordo siglato lo scorso 24 agosto tra l’ufficio scolastico regionale, le Asl e l’Anci. Prevede che le scuole e i servizi dell’infanzia inviino all’azienda sanitaria l’elenco degli studenti iscritti. Tocca poi all’Asl, attraverso l’anagrafe vaccinale, verificare la situazione di ogni singolo studente e prendere contatto con i genitori di quelli non in regola. Per le famiglie, quindi, nessuna documentazione da presentare.

Tutto bene? Non proprio. Il decreto legislativo 73/2017 e le successive circolari (l’ultima delle quali datata 1° settembre), non hanno tenuto conto dell’accordo regionale e hanno ribadito la necessità per le famiglie di presentare (entro l’11 settembre per i bimbi sotto i 6 anni) quantomeno un’autocertificazione in cui si dice che l’alunno è in regola. Se non lo è serve la richiesta di vaccinazione fatta all’Asl. Ai dirigenti scolastici viene affidato il compito di vigilare e di controllare i documenti. Tale documentazione, spiega la circolare, «costituisce requisito di accesso alle scuole dell’infanzia», pertanto chi non la manda non avrà accesso ai servizi educativi”.

 

Se molti presidi di Lucca hanno aderito all’accordo regionale, altri hanno scelto di applicare la norma nazionale:

“«Una cosa è l’accordo regionale, un’altra la normativa nazionale – spiega il preside della scuola della Piana dove si è verificata l’esclusione – Ci sono orientamenti diversi e la questione è tutt’oggi oggetto di dibattito. Personalmente ho ritenuto opportuno attenermi alla normativa nazionale e alle circolari emanate dal ministero. L’ultima delle quali datata 1° settembre. Vi si ribadivano i termini delle scadenze già indicate in precedenza: 11 settembre per i bambini da 0 a 6 anni e 31 ottobre per gli studenti da 7 a 16 anni.

A queste date mi attengo, perché è la norma nazionale che ci tutela giuridicamente. Cosa succederebbe se ammettessi il bimbo e poi ci fosse un caso di morbillo? Qualcuno potrebbe ritenermi giuridicamente responsabile. Ho agito con tutti allo stesso modo: le famiglie dei bambini non in regola sono state contattate e finché non hanno fornito almeno l’autocertificazione gli alunni non hanno avuto accesso alla scuola. In un caso il problema si è trascinato per un po’ ma so dall’insegnante che la famiglia si è attivata per risolverlo. È superato? Non so dirglielo»”.

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