Cronaca Italia

Secondigliano, colpi mitra per figli tolti al capo clan

Secondigliano, colpi mitra per figli tolti al capo clan

Secondigliano, colpi mitra per figli tolti al capo clan (foto Ansa)

NAPOLI – Raffiche di mitra contro la caserma dei carabinieri, un atto criminale che non ha precedenti. E che avrebbe una motivazione precisa: la vendetta di un boss di Secondigliano al quale i servizi sociali (accompagnati dai carabinieri) hanno tolto la custodia dei figli. E’ quello che emerge già poche ore l’atto di intimidazione portato a termine da 4 persone, a bordo di due scooter, che nella notte tra martedì e mercoledì hanno esploso colpi di kalashnikov contro la caserma di Secondigliano. Dieci secondi di spari, 50 colpi in tutto. Ne parla Il Corriere della Sera:

Un atto dimostrativo più che intimidatorio. Perché, come ha detto subito il comandante provinciale Antonio De Vita, i carabinieri non si fanno intimidire dalla camorra, e questo lo sanno anche i camorristi. Che sapevano anche di finire sicuramente nel raggio d’azione delle telecamere e quindi di correre il rischio di essere identificati, eppure hanno voluto ugualmente fare un tipo di azione che in Italia ha pochi precedenti e non con queste modalità (tentativi di assalto a caserme e commissariati ci sono stati in passato a Taranto, in provincia di Caserta, una volta anche a Napoli, ma sempre immediatamente dopo qualche arresto, mai un agguato così). Le indagini per identificarne gli autori mirano ovviamente anche a comprendere i motivi del raid, e una pista solida porta all’ipotesi di una vendetta di un clan di Secondigliano dopo che i carabinieri hanno fatto da scorta agli assistenti sociali che hanno tolto i figli piccoli alla famiglia di un boss latitante. Una delle tante attività che i militari dell’Arma fanno in un quartiere che a Napoli resta tra quelli più infestati dalla criminalità, nonostante in questi ultimi anni ci siano state valanghe di arresti e condanne.

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