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Senzatetto chiama “barboni” poliziotti: finisce a processo

BELLUNO – Ha chiamato “barboni” i due poliziotti che lo avevano sorpreso mentre faceva pipì all’aperto. Lui che senza fissa dimora lo era davvero. Per questo è stato denunciato ed è finito a processo per oltraggio a pubblico ufficiale. Ma a distanza di un mese dalla ingenerosa sentenza si è presentato puntuale a pagare il conto: 300 euro trovati chissà come per risarcire la prefettura e i poliziotti “oltraggiati”.

La storia è ambientata a Belluno: era il 16 marzo di 3 anni fa. Gigi Sosso sul Corriere delle Alpi ci restituisce la singolare cronaca della vicenda:

L’intenzione dell’imputato era quella di risarcire la polizia facendo lavori di pubblica utilità, ma a suo tempo il tribunale non aveva potuto prendere in considerazione la sua richiesta. Ci voleva per forza un risarcimento in denaro, per quanto simbolico, ma che non poteva scattare subito perché questi soldi lui non li aveva in tasca.

Ha ottenuto un breve periodo per trovarli e giovedì è andato a fare i versamenti necessari. Ieri mattina Gasperin ha prodotto le ricevute e questo è bastato al giudice a dichiarare estinto il reato, dal momento che non era ancora stato aperto il dibattimento.

Quel 16 marzo di tre anni fa i due poliziotti si erano imbattuti nell’uomo che orinava all’aperto, in piazza dei Martiri, dove trascorreva gran parte delle sue giornate, spesso in compagnia di altre persone in difficoltà. Lo conoscevano ormai da tempo e si sono fermati anche per invitarlo a un atteggiamento meno spregiudicato. Per tutta risposta, l’uomo ha avuto una reazione scomposta, apostrofando gli agenti. Ha gridato loro “barboni” e gli è scappata anche un’altra parolaccia. E così quello che poteva essere un reato di atti contrari alla pubblica decenza è diventato oltraggio a pubblico ufficiale. Dopo il risarcimento, quest’ultimo reato è stato dichiarato estinto.


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