Blitz quotidiano
powered by aruba

Divorzio o separazione, il figlio e il cane pari sono…

ROMA – In caso di separazione o divorzio al cane vanno garantiti gli stessi diritti di un figlio. Anche se a contenderselo sono due ex conviventi non sposati. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma che ha decretato l’affido congiunto di Spot, un cagnolino di nove anni che per tre anni ha vissuto con una coppia di fatto, ora giunta alle vie legali. Entrambi, ha stabilito il giudice, dovranno prendersi cura di lui, dividendo spese e mantenimento. E non conta che i due non fossero sposati: l’animale li ha comunque percepiti come la sua famiglia.

A rendere noto l’innovativo verdetto è il sito Cassazione.net. Tutto ha avuto inizio con un presunto rapimento. Dopo la separazione, lui chiede a lei di tenere il cane per il fine settimana ma poi sceglie unilateralmente di tenerlo con sé senza più restituirlo. Lei, disperata, corre in Tribunale. La donna sostiene che l’animale sia suo perché è stata lei a raccoglierlo in strada e lei a iscriverlo all’Anagrafe canina, con tanto di microchip. Lui obietta che Spot era stato iscritto all’Anagrafe a nome della donna solo perché lei risiedeva a Roma, mentre lui no. Il cane dunque era suo.

Per decisione del giudice monocratico adesso il cane, un meticcio trovatello, vivrà sei mesi con l’uno e sei mesi con l’altra “con facoltà per la parte che nei sei mesi non lo avrà con sé, di vederlo e tenerlo due giorni la settimana, anche continuativi, notte compresa”.

“Nel nostro ordinamento  – è il ragionamento del giudice – manca una norma di riferimento che disciplini l’affidamento di un animale domestico in caso di separazione dei coniugi o dei conviventi”, tuttavia siccome in Parlamento “giace da molti anni” una proposta di legge che indica la formula dell’affido condiviso – utilizzata per i figli minori – come la migliore soluzione per questi casi, il Tribunale di Roma ha scelto di precorrere i tempi.

Quanto al tentato rapimento: l’uomo è stato condannato al pagamento delle spese legali pari a 5.049 euro, più un rimborso forfettario del 15 per cento, più Iva, più gli oneri per la Cassa previdenziale Avvocati.