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Serena Saracino, genitori in tv: “Torniamo e ci ammazziamo”

TORINO – I genitori di Serena Saracino, la ragazza torinese tra le vittime dell’incidente del bus in Catalogna, disperati a Pomeriggio 5 (per vedere il video clicca qui): “Io e mia moglie andiamo a casa e ci ammazziamo. Non possiamo pensare di vivere senza la nostra Serena”. Queste, come riporta Ida Di Grazia sul Messaggero, le parole di Alessandro Saracino, il padre di Serena, una delle studentesse coinvolte nel terribile incidente avvenuto a Tarragona, in Spagna. “Me l’hanno schiacciata, vedeste come è stata ridotta – ha proseguito Alessandro Saracino – quello che ora chiedo è che queste cose non accadano mai più. Non è colpa di nessuno, ma non è possibile che giovani che vengono in un Paese amico come la Spagna per studiare perdano la vita in questo modo così assurdo”.

C’è tutta la spensieratezza dei suoi 23 anni non ancora compiuti nella foto sulla pagina Facebook di Serena Saracino. La giovane, al quarto anno di Farmacia, l’ha postata giovedì scorso, poche ore prima di partire per Valencia, la sua ultima gita, dove con le sue amiche ha assistito alla Notte dei Fuochi della celebre Fiesta de Las Fallas. “Amava molto Barcellona, che però le è costata la vita”, racconta in lacrime al telefono il padre Alessandro. “E ha ucciso anche il suo papà – aggiunge – e la sua mamma…”.

La giovane, che avrebbe festeggiato il compleanno tra una settimana esatta, era partita per l’Erasmus lo scorso febbraio. Una esperienza desiderata a lungo, per lei che aveva la passione per gli studi. “Non è colpa di nessuno, ma non è possibile che giovani che vanno in un Paese amico, come la Spagna, per studiare perdano la vita in un modo così assurdo”, sottolinea papà Alessandro, volato in Spagna con la moglie per il riconoscimento della figlia, ricordata con un minuto di silenzio da tutta l’università e dal Consiglio comunale di Torino, città che per il giorno dei funerali – non ancora fissati – ha proclamato il lutto cittadino. Per tutta la giornata di ieri i genitori hanno cercato invano di contattare la ragazza, che si credeva ferita, ma le speranze della famiglia di riportarla a casa si sono affievolite col passare delle ore, fino alla tragica notizia – questa mattina – della sua morte. Serena era “un angelo dai capelli lunghi, molto studiosa e ubbidente come oggi è difficile trovare – ricorda il padre -. Era una ragazza bellissima, era la nostra unica figlia, vivevamo per lei – aggiunge con la voce rotta dal pianto -. Me l’hanno schiacciata, vedesse com’è stata ridotta…”.

Poi l’appello, forte e accorato, affinché “queste cose non accadano mai più”. “Gli spostamenti dei giovani, che sono la nostra speranza e il nostro futuro, devono avvenire in sicurezza – sottolinea – con mezzi in buone condizioni, e non alle 4 del mattino con autisti forse stanchi…”. Se l’è invece cavata con una vertebra lesionata, per la quale dovrà essere operata ma che non sembra preoccupare i sanitari Annalisa Riba, 22 anni a giugno, l’altra studentessa coinvolta nell’incidente. “Mia figlia è stata miracolata – dice la madre, Consolata Bianco -, le ferite sembrano meno gravi di quel che si pensava in un primo momento. Ovviamente è sotto choc e anche per questo motivo è sedata. Non sa nulla delle altre ragazze. Erano tutte sue amiche e non ce n’é più una…”.

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  • Spagna, strage Erasmus: i nomi delle sette ragazze morteElena Maestrini
  • Serena Saracino
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  • Spagna: incidente bus in Catalogna, 14 studenti morti
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