Blitz quotidiano
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Serravalle, marocchino accoltellato per aver difeso anziana

ALESSANDRIA – Abdellatif Araid, un ventenne di origini marocchine, è stato accoltellato martedì sera, 19 luglio, in piazza Bosio, a Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria, nel corso di una lite per un cane.

Il giovane, infatti, era intervenuto in difesa di una donna che un dobermann stava aggredendo. Il proprietario dell’animale, Andrea Verganesi, però, non ha gradito il suo intervento e lo ha colpito all’addome con un coltello. Soccorso sul posto dal 118 e trasportato all’ospedale di Novi Ligure, è ricoverato con riserva di prognosi. L’aggressore è stato arrestato.

Secondo quanto è stato ricostruito dai Carabinieri, verso mezzanotte un italiano quarantenne sta passeggiando con un dobermann che, seppure al guinzaglio, aveva preso di mira una donna di passaggio. E’ a quel punto che il 20enne ha preso le parti della signora. Ne è nata un’animata discussione, durante la quale il ragazzo è stato ferito.

“Devo la vita ai due militi della Croce rossa che mi hanno fatto salire sull’ambulanza e hanno indicato al mio aggressore una strada diversa perché mi stava rincorrendo col coltello in pugno, urlando frasi sconnesse”. Non è ancora del tutto fuori pericolo, Abdellatif Araid, il marocchino accoltellato.

Dopo l’intervento chirurgico al ventre, dovrà attendere almeno altri dieci giorni, immobile nel letto di ospedale, prima di essere dimesso, salvo complicazioni.

“Se conoscevo Andrea? Sì, ma solo di vista – racconta -, non abbiamo mai parlato insieme. Il suo cane aveva spinto una signora anziana facendola cadere. Io ero da solo, ma attorno a me c’era tanta gente. Anche persone sedute nel vicino bar. Gli avevo soltanto detto di tenere più stretto il guinzaglio. Allora ha legato il cane a una panchina urlandomi frasi offensive. Poi si è sfilato la maglietta, l’ha gettata per terra e mi ha puntato il coltello. Credevo volesse solo spaventarmi. Invece mi ha colpito alla pancia. Il resto lo sapete. Non fossi scappato e grazie all’ambulanza che stava arrivando per soccorrere l’anziana, ora sarei morto. Quello che più mi ha fatto male è stato vedere la gente che mi stava attorno, fuggire o restare a guardare”.

“Quell’uomo voleva uccidere mio figlio – aggiunge il padre, Bouchaib che insieme alla moglie, giorno e notte non si è mai allontanato da Abdellatif -. Chieda a chiunque, italiano o straniero che sia. Sanno che Abdellatif è un bravo ragazzo. Da quando aveva 15 anni ha sempre lavorato, aiutando le persone a portare la borsa della spesa, spalando neve o facendo piccoli servizi. I soldi li ha sempre dati in casa fino all’ultimo centesimo. Ho altri tre figli più giovani, io non trovo lavoro da 6 anni. Mangiamo solo grazie ad Abdellatif che aveva appena cominciato a lavorare in una ditta. Nel tempo libero esce con gli amici e torna presto a casa. Ha molto coraggio e lo ha dimostrato dopo l’aggressione. È rimasto mezzora sull’ambulanza della Croce rossa tenendosi premute le mani sul ventre, in attesa che arrivasse la medicalizzata attrezzata con le sacche di sangue e il dottore”.


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