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Sfratti, in Lombardia il record, anche di quelli con Ufficiale giudiziario

ROMA – Sfratti, spetta alla Lombardia il record sia per gli sfratti eseguiti nel 2015 sia per quanto riguarda i provvedimento di sfratto in cui è stato necessario l’intervento dell’Ufficiale giudiziario. In particolare dai dati relativi al 2015 emerge che nella regione del Nord Italia si è concentrato l’anno scorso il 19 per cento del totale nazionale, con 12.308 provvedimenti. Seguono il Lazio con 8.745 (pari al 13,5 per cento),l’Emilia Romagna con 6.145 (pari al 9,5 per cento), la Campania con 5.745 (pari al 8,9 per cento) e la Toscana con 5.375, pari all’8,3 per cento del totale.

La situazione è fotografata in un rapporto del Ministero dell’Interno, che sottolinea come anche per quanto concerne le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale giudiziario la regione che in assoluto presenta il valore più elevato nell’anno 2015 è la Lombardia, con 61.268 richieste (pari al 39,9% del totale nazionale), seguita, a distanza, dall’Emilia Romagna con 15.263 (9,9%), dal Lazio con 13.125 (8,5%) e dalla Toscana con 11.676 (7,6%).

La Lombardia detiene il primato anche in fatto di sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario: sono stati 5.743 gli sfratti così eseguiti nel 2015 (pari al 17,6% del totale nazionale). Seguono il Lazio (3.852, pari all’11,8%), la Toscana (3.307, pari al 10,2%), l’Emilia Romagna (3.191, pari al 9,8%), il Veneto con 2.811 (8,6%), la Campania con 2.515 (7,7%) e ol Piemonte con 2.049 (6,3%).

Migliora il dato relativo al rapporto tra i provvedimenti di sfratto emessi e il numero delle famiglie residenti in Italia, che si attesta, per l’anno 2015, ad uno sfratto ogni 399 famiglie a fronte di uno sfratto ogni 333 famiglie nel 2014. Le regioni che nell’anno in esame presentano il rapporto uno sfratto/famiglie peggiore di quello nazionale sono: Liguria (1/261), Lazio (1/301), Toscana (1/306), Emilia Romagna (1/324), Abruzzo (1/346), Lombardia (1/358), Puglia (1/368) e Campania (1/376).

A livello di Province sono 49 quelle che presentano il rapporto sfratto/famiglie inferiore a quello nazionale e, di queste, 8 sono province dei grandi Comuni. Al primo posto si colloca Barletta-Andria-Trani (uno sfratto ogni 148 famiglie), seguono Savona (1/152), Pescara (1/167) e Prato con uno sfratto ogni 190famiglie.

Ecco l’analisi del Viminale:

Analizzando le procedure di rilascio di immobili ad uso abitativo nel periodo in esame, si nota che i provvedimenti di sfratto emessi mostrano un andamento più o meno costante dal 2005 al 2007, passando da 45.815 a 43.869; dal 2008 al 2014 si evidenzia, al contrario, una tendenza all’aumento decisamente più incisiva, (+47,8%); nell’anno 2015, invece, si registra una significativa flessione rispetto all’anno 2014 (-16,6%).

Gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario mostrano nel 2006 una sensibile diminuzione rispetto al 2005 pari a -13,2%. Dal 2006 al 2014 la tendenza risulta in aumento passando da 22.278 a36.340 (+62%), per diminuire nuovamente nel 2015 con 32.546 sfratti eseguiti (-10,4%).

Le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale Giudiziario mostrano, dal 2005 al 2014 una tendenza altalenante con aumenti e diminuzioni più o meno consistenti: +27,2% nel 2008 rispetto al 2007; -16,3%nel 2009 rispetto al 2008; +11,4% nel 2011 rispetto al 2010; +14,6% nel 2014 rispetto al 2013 e +2,14%nel 2015 rispetto al 2014.

Nel lungo periodo il rapporto tra i provvedimenti di sfratto emessi e il numero delle famiglie residenti in Italia mostra un significativo peggioramento passando da uno sfratto ogni 515 famiglie nel 2005 a uno sfratto ogni 399 famiglie nel 2015.

 

 


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